Rassegna storica del Risorgimento
VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA
anno
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1936
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pagina
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1472
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1*72 Adolfo Colomba
la raccolta del Menabrea uscita alla fine del 1849,l) le pubblicazioni del Bianchi,2* del Ponza di San Martino che illustrò in modo par* ticolare l'opera del Pralormo mandato poi in rinforzo ai due altri plenipotenziari,3) i carteggi di Emanuele d'Azeglio*1 ed i più noti carteggi particolari di Massimo d'Azeglio. *
Varrebbe però la pena, per chi volesse fare uno studio particolareggiato su tutte le trattative che condussero alla pace di Milano, di raccogliere in un unico corpus documentario tutto il materiale edito ma qua e là disperso, aggiungendovi tutti i documenti ancora inediti giacenti in numero rilevante nell'Archivio di Stato di Torino, specialmente tra i carteggi diplomatici, e nel Museo di Torino tra le carte Dabormida, per citare solo le fonti italiane.
Certo è che dal complesso armonico di tutti questi documenti, editi ed inediti, emerge in tutta la sua luce un fatto incontestabile.
H governo sardo ed i suoi diplomatici di fronte alle pretese, alle insidie ed alle intimidazioni austriache tennero duro difendendo strenuamente non solo gli interessi e gli ordini costituzionali del loro paese, ina sostenendo nella sostanza e nella forma fin quanto fu loro possibile, con dignità e fierezza tutta italiana, il principio della nazionalità e l'amnistia pei fratelli lombardi.
Si leggano anzitutto i dispacci ufficiali e le lettere particolari del d'Azeglio sulla questione della pace.
Egli che credeva la ripresa della guerra impossibile ma che anche impossibile riteneva la pace a condizioni non onorevoli, fu nelle trattative deciso, ostinato, tenace. Tutte le sue note diplomatiche, improntate a caratteristica schiettezza, tutte le sue lettere scritte senza riserbo alcuno hanno un senso di fierezza e di nobiltà che commuove ed inorgoglisce. Il suo linguaggio prende un colore tutto italiano ed appare, come quello dei suoi interpreti, all'avversario più il linguaggio di un vincitore che quello di un vinto.
Fu soprattutto intransigente sull'arnnistia pei lombardi che di tutte le questioni discusse fu il più duro osso a rodere, l'ostacolo più
1) Fu il d'Azeglio che lo incaricò della compilazione con lettera del 15 agosto; il lo novembre il Manabrea gli rispose trasmettendogli il lavoro (MENABREA, op. CÌL, pp. 5 e 6.)
2) BIANCHI, Storia della diplomazia europea in Italia, voi. 6, Torino; La politica di Massimo d'Azeglio dal 1848 al 1859- Torino, 1884.
*) PONZA DI SAN MARTINO, Jl K'-Ì di Pralormo e la pace di Milano in Rassegna storica del Risorgimento, fase. I, pp. 19-60 e (cièc-. II-III, pp. 333-405.
i) ADOLFO COLOMBO, Carteggi e documenti diplomatici inediti di Emanuele d'Azeglio, voi, I, Torino, tip. Palatina, 1920. PubbHca4oni'deJi Comitato di Torino della Società per la Storia del Risorgimento Italiano, voi. HI.
5j Ricordo specialmente il carteggio colla moglie Luisa Blondel, con Emanuele d'Azeglio, col fratello Roberto, col Rondn, ecc.