Rassegna storica del Risorgimento

VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA
anno <1936>   pagina <1473>
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Gli albori del Regno di Vittorio Emanuele II secondo nuovi documenti 1473
formidabile da superare. Perentorie in proposito le istruzioni del d'Azeglio ai suoi plenipotenziari: l'amnistia doveva costituire una condizione assoluta per la pace; per il governo sardo si trattava di un impegno d'onore poiché, secondo la frase tipica del d'Azeglio che ricorre frequente nelle lettere di quei giorni, i popoli, come gli indivi­dui, devono morire piuttosto di disonorarsi. D'altra parte essa s'impo­neva anche come problema d'ordine interno perchè nessun ministero, quando non l'avesse saputo ottenere, avrebbe potuto resistere alla bufera che si sarebbe scatenata in paese. Ma l'Austria non consentiva discussione su un atto che considerava di pura politica interna; se mai la concessione doveva apparire un atto spontaneo della clemenza imperiale.
Serrata fu la lotta tra il De Bruk ed i rappresentanti sardi; le discussioni presero talvolta un tono vivacissimo, quasi drammatico. Nulla riuscì a piegare i diplomatici sardi che sostennero sempre fiera* niente le loro ragioni dichiarando che senza l'amnistia non avrebbero mai firmato trattato di pace. Leggendo i loro rapporti ed anche le loro lettere particolari si resta colpiti dalle loro dichiarazioni d'italia­nità che per nulla differiscono dal sentimento e dal linguaggio degli uomini di Sinistra così diffidenti per la politica estera del loro governo. Non ci possiamo trattenere dal citare e dal pubblicare per la prima volta qualche saggio caratteristico.
H 23 giugno fi Dabormida ed il Boncompagni così conchiudevano un loro rapporto: 2)
Nous ne devons pas vous cacher que dans la vive discussion à la quelle M/ de Bruk s'esfc livré, il a montré les dispositions les xnoins bienveillantes pour le Piémont, et pour l'Italie en general. H regrette, dit-il, que Farmìstice ait arreté les arme deFAutricne quiaurait pualler a Tnrindicter les conditions de la paix. Dorénavant dit-il FAutriche agira ouvertement comme Puissance Italiennc et Elle ne permettra pas que les cnoses se passent en Italie comme par le passe. Nous lui avons répondu que FAutriche ne pouvait à moins de reconnaitre Findépendance à la quelle tous les Etats d'Italie avaient droit. Il nous a répHqué que FAutriche avait donne assez de preuve de son respect pour les de tous pour qu'on put étre sur à cet égard. Nous nous sommes abstenus de lui rappeler les preuves du contraile, pour ne pas porter la discussion
ij Cario Dabormida cit. Il grappo che riguarda i negoziati di Milano è contenuto in tre registri. Il primo contiene la Correapondance officielle de M.M. le Gcn. Dabormida et Chev. Boncompagni avec le President du Conseil M. Scc. d'Etat dea affaircs etrangères. Dispacci dal 13 uprile ai 14 luglio; il secondo registro contiene i dispacci dal J 8 luglio al 15 agosto; il terzo contiene le corrispondenze diverse tra generali austriaci e generali sardi. Il documento di cui riportiamo il brano più importante si trova nel registro primo.