Rassegna storica del Risorgimento

VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA
anno <1936>   pagina <1474>
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1474 Adolfo Colombo
sur un terrain où il devenait impossible de s'entcndrc. L'Autriche ne peut cachcr sa rancune contre le Piumoni qui en signant une paix honorable doit et veut conserver sa position en Italie. Mais plus elle se montre difficile et opinìàtre plus le Piémont doit se montrer jaloux de sa dignité.
In un rapporto del 26 giugno, enumerate tutte le gravi difficoltà per una intesa, i plenipotenziari nobilmente dichiaravano:J)
...Citoyens et bommes politiques profondément affectionnés à la cause de la liberté et de rindépendance Italicnne nous adhérons entièrement aux principes qui ont dirige le gouvernement du Roi, nous n'aurions pu ètre ses organes s'il avait été dispose à des concessions incompatihles avec les justes exigeances de Phonneur national et de l'opinion publique...
Basterebbero queste citazioni a dimostrare come i rappresentanti del governo sardo non furono solo fedeli interpreti delle istruzioni ricevute e relatori coscienziosi delle pratiche in stile cancelleresco ma degni e caldi interpreti del sentimento comune di un popolo vinto ma. non domo su cui stavano ancora fissi, malgrado le sventure, lo sguardo e le speranze dei fratelli italiani.
Ma non possiamo omettere un documento ancora inedito, forse il più bello e il più importante di tutta la serie perchè illumina di vivis­sima luce uno dei momenti più tempestosi delle trattative e la figura nobilissima del Pralormo che forte del buon diritto, con arte finissima acquistata dalla lunga esprienza diplomatica, riesce a disarmare le escandescenze furiose del De Bruk ed a poco a poco a condurlo a più miti consigli.
Il Pralormo era arrivato il 17 luglio a Milano quando un ultima­tum del principe di Schvarzemberg imponeva quattro giorni di tempo per definire i punti controversi. Le prime discussioni avute il 18 luglio col De Bruk furono vivacissime; tre le sedute nello stesso giorno ma senza risultato; agli speciosi argomenti del De Bruk il Pralormo oppose le limpide sue ragioni; al tono alto e minaccioso contrappose lo stesso tono. Due uomini di fronte; l'uno pari all'altro; il Piemonte teneva testa all'Austria. Il De Bruk, indispettito, troncò la discus­sione; il giorno dopo il Pralormo si recò a Monza a lamentarsi col maresciallo Radetski il quale interpose i suoi buoni uffici ** in modo che nella sera stessa un altro colloquio fu tenuto tra il Pralormo e il De Bruk. Fu burrascosissimo. Il 20 luglio il Pralormo spediva al
*) Carte Dabormida cit. Registro n, 1, *) Carte Dabormida eh. Registro n. 2.