Rassegna storica del Risorgimento
VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA
anno
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1936
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pagina
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1482
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H82 Adolfo Colombo
VII. - IL PROCLAMA DI MONCALIERI
La ripresa delle trattative era stata vista dai giornali d'opposizione con grande diffidenza. Per molti patrioti il patteggiare coli'Austria era dura ed insopportabile cosa. La Concordia sferrando l'offensiva contro la pace cne considerava come un'offesa al sentimento nazionale usciva in parole fiere, nobili e generose, che però gii scrittori del Risorgimento pei quali la pace era, di fronte alla realtà, una necessità penosa ma ineluttabile, consideravano come sfoghi rettorici, buttati al vento. Il giornale La Concordia raccoglieva con facilità le notizie tendenziose che circolavano sulla pace, come quelle della Presse che alla vigilia della conclusione spacciava la voce che l'amnistia era negata, che si aboliva lo Statato, che erano soppressi i colori nazionali.
Il Parlamento si era riaperto il 30 luglio; la parola del Re, nel discorso della Corona, ammoniva che una nazione forte si maturava nella dura scuola della sventura e che bisognava distinguere la realtà dalle illusioni. Ma l'opposizione, imbaldanzita, non diede tregua tentando ogni occasione per dimostrare ostilità ed umiliare il governo.
Il trattato di pace, annunziato alla Camera il 7 agosto e difeso dal d'Azeglio il 19, colla presentazione dei documenti relativi, fu accolto da glaciale silenzio e subito sottoposto dalla stampa di opposizione alle più spietate critiche. Per la Concordia la pace suggellava la caduta del Piemonte, affrettava quella di Venezia, danneggiava la causa nazionale; l'amnistia era imperfetta ed illusoria, rimpicciolita la questione della nazionalità e della indipendenza, umiliante la rassegnazione verso l'Austria. La Camera, malgrado l'urgenza, protrasse la discussione del trattato con tergiversazioni d'ogni genere.
H 4 settembre il Petitti scriveva alla Targioni:1*
La Camera inviolabile che abbiamo senza far scene, con diabolica arte, secondata dalla più sfrenata licenza della stampa, va diritto al suo scopo di mettere il paese a fascio, di scavalcare il Ministero troppo onesto per quei birbaccioni e di esautorare il Re...
E il 14 dello stesso mese le scriveva: *>
... Ormai un colpo di Stato diviene indispensabile con la vera canaglia che abbiamo di deputati. Perciò una collisione tra essi ed il Senato, finalmente svegliatosi e deciso a resistere, è ineluttabile.
1) Carteggio inedito oh. *) Carteggio inedito <;it.