Rassegna storica del Risorgimento
VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA
anno
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1936
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pagina
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1488
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1488 Adolfa Colombo
alla prosa di possesso dell'Autorità civile, Uhomme propòse, Dieu dispose ; Vedremo! Intanto continua nel tuo sistema di generosa fermezza, ed avrai la simpatia dei buoni e riuscirai utile al paese.
Ti ringrazio di quanto mi dici di Garibaldi; ora devi averlo meglio conosciuto, onde aspetto che nella prima tua lettera mi dia un giudizio più dettagliato.
L'ordine del giorno di Bava piacque, speriamo ch'Egli faccia bene; quanto a me più m'esamino e più mi sento incapace di fare il Ministro.
Vidi Bava un solo istante alla Camera dopo ch'è Ministro; gli parlai del viaggio del Re a Genova ed in Savoia; convenne che dovrebbe farsi. Mi assicurò che gliene parlerebbe. Egli fu meco gentilissimo. Saluta l'ottimo Bixio e digli che la mia amicizia per lui non si è punto diminuita. Riconosco il mio gravissimo torto di non aver risposto a due sue lettere e lo riparerò. Saluta pure Petitti. Vidi ieri il Duca di Genova e Io trovai freddo. Fui in pena per un'oftalmia di Victorine. Cura la tua vista. L'aw. Badariotti m'incaricò di domandarti il permesso di pubblicare la tua lettera messa credo nel Risorgimento agli elettori di Pancalieri. Scrivimi se non hai difficoltà a ciò permettere. ri- Conservami la tua amicizia e credimi ad ogni prova
H tuo aff. amico Dabormida.
Anche nella lettera successiva del 19 settembre il Dabormida insisteva presso il La Marmora affinchè non lasciasse Genova. librano relativo è noto1} ma è bene conoscere della lettera la parte rimasta inedita. **
Volevo scriverti jeri l'altro e poi ieri e sempre ne fui trattenuto dal timore di recarti dolore col lasciarti conoscere le impressioni dell'animo mio. Vedo le cose in nero e sono triste. La Camera diviene ogni dì più esigente ed ostile; il Ministero è debole e si difende male; non sa né resistere né cedere. La partenza d'Azeglio fu un grave errore; le risposte di Pinelli sentono troppo l'avvocato; la Camera scredita se stessa ed il Ministero; io non so più qual partito debbasi prendere; cedere al partito che ha o finge aver illusioni, che vorrebbe tener il paese agitato, scambiando l'agitazione che debilita coll'energia, sarebbe quasi delitto; resistere ad ogni prezzo, mandar via la Camera senza aver saputo aver ragione nella discussione getterebbe il paese nell'agitazione che si vuol evitare. Se non si appalesa qualche uomo di stato fermo e prudente, amante della vera libertà, noi saremo presto oggetto di riso all'intiera Europa...
Solo il 22 settembre la Commissione parlamentare presentava la relazione sul trattato di pace, la quale concludeva colla proposta
1) VERAX, op. cit., p. 26.
2) Carte Dabormida tòt.