Rassegna storica del Risorgimento

VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA
anno <1936>   pagina <1495>
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Gli albori del Regno di Vittorio Emanuele TI secondo nuovi documenti 1495
partito mazziniano null'avrebbe da sperare dal medesimo; tu lo comprimeresti senza verun dubbio, e quindi un colpo mancato lo metterebbe sempre più in giù, tanto più che esso darebbe diritto al governo di avere per esso meno riguardi e di prendere finalmente una attitudine ferma; quand'anche poi l'insurrezione potesse trionfare momentaneamente, esso non potrebbe lusingarsi d'avere lunga vita nelle circostanze attuali in cui tutte le potenze sentono il bisogno di com­battere unite le rivoluzioni. Un tentativo in questo momento sarebbe una vera follia, ed anzi una tale follia ch'io m'indurrei a credere che sarebbe suscitato dall'Austria per prendere pretesto d'intervenire, o di obbligare il governo a fare un colpo di statov e togliere lo Statuto; cose entrambe funestissime al paese e particolarmente alla dinastia. Guai se si subisce l'umiliazione dell'occupa­zione straniera, guai se si ritorna all'assolutismo che condurrebbe seco la rea­zione ed accrescerebbe la disaffezione dei popoli al regime monarchico. La Camera attuale è passionata ed incapace; non vedo possibilità ch'essa viva lun­gamente, perchè supposto anche il caso improbabile ch'essa voglia riconoscere la necessità d'abbandonare l'agitazione, sarebbe pur sempre nell'impossibilità di funzionare per mancanza di cognizioni positive della maggior parte dei suoi membri; egli è perciò ch'io sono inclino ad una modificazione di Ministero, oltre la probabilità che i membri della Sinistra che si introdurrebbero al potere, presto ne scaccerebbero quei della destra che vi resterebbero a ciò forzati dalla riunione Valerio-Mellana dalla quale non avrebbero la forza di emanciparsi, vi è però sempre il grave inconveniente dell'incapacità. Si deve sciogliere la Camera su due piedi? No, perchè il paese prenderebbe partito per essa, conviene attendere ch'essa dia prova manifesta di questa sua incapacità, tosto sciolta, convocare i Collegi ed allora più che probabilmente il paese farebbe scelte più assicurate.
Tieni per te solo questa chiacchierata. Se però il Ministero credesse neces­sario di modificarsi, converrebbe che impegnasse in modo assoluto i membri entranti a non intervenire più alle adunanze della Sinistra, e ad essere deter­minato a sciogliere la Camera tosto che sia comprovata la sua insufficienza.
Ma torniamo al nostro primo proposito; io non temo d'un moto rivoluzio­nario; temo bensì di qualche tentativo d'assassinio su di te o su Pinelli; su te, che sei temuto quale ostacolo alla riuscita dei loro tentativi, su Piacili ch'è odiato perchè in lui si è personificata la resistenza del Ministero. Sii dunque in guardia e prendi quelle precauzioni suggerite da ima savia prudenza; mi si assicura che sono costì stranieri che sanno maneggiare lo stiletto, si vuole che vi sia l'assassino di Rossi; sta in guardia e vigila pure per Pinelli. Tu intendi benis­simo ch'io non voglio metterti paura, ma solo invitarti ad avere gli occhi aperti.
Approfitta del soggiorno di Pinelli in Genova per combinare con lui la tua posizione avvenire. Mi pare che partita la salma del Re da Genova e dileguate le masse di popolo che probabilmente concorreranno in Genova per vedere