Rassegna storica del Risorgimento
VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALIA
anno
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1936
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pagina
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1499
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Gli àlbori del Ragno di Vittorio Emanuele TI secondo nuovi documenti 1499
Ministero fosse unanime nel mio pensiero il rifiuto delle imposte cosi irragionevole sarebbe stata una occasione propizia per legittimare agli occhi del paese i provvedimenti eccezionali di cui ho discorso, ma poiché alcuni di essi sperano di poter evitare onesto passo, di cui non mi dissimulo io stesso la gravità, il mio proprio decoro e la mia coscienza mi impongono di tor loro quell'imbarazzo che la mia presenza nel Gabinetto può loro creare. La questione di persone è troppo inoltrata per potersi sciogliere altrimenti ed io supplico la M. V. di accordarmi la dispensa da quell'uffizio cui la fiducia di V. M. mi chiamava or sono sei mesi e nel quale ho la coscienza di averla servita fedelmente e spero anche utilmente sin qui.
Della bontà e della fiducia che Y. M. mi dimostrò nei scorsi mesi io ne serberò eterna e riconoscente memoria cosi vorrei che la M. V. rimanesse persuasa che avrà sempre in me un suddito fedele, un servitore affezionato per la vita.
Le dimissioni del Pinelli non. disarmarono la Sinistra; anzi secondo quanto scriveva il Risorgimento, complicarono la situazione perchè gli oppositori vedendosi tolto il bersaglio cui avevano sempre diretto i loro colpi, si trovarono disorientati e forzati per il momento di tirare in aria sinché non avessero trovato una nuova mira su cui sfogare la bile che li travagliava.
Scriveva il Petitti alla Fanny Targioni il 1 novembre:1J
L'Azeglio errò nel creder sincere le proposte di conciliazione dei nostri demagoghi; quest'errore causò la crisi, divenuta pel Pinelli una necessità, ma non deriva che l'aver accolto quelle proposte fosse per mal animo del Pinelli, venuto in uggia a molti per solo effetto di pubblico clamore...
In novembre altra crisi ministeriale; oltre la nomina del Paleocapa come ministro dei lavori pubblici, Alfonso La Marmora era chiamato a sostituire il ministro della guerra, generale Bava; ma tale designazione era malissimo accolta dai democratici subito pronti ad interpretarla come un principio di reazione.
H 13 novembre si riprendeva la discussione alla Camera sul trattato di pace. Dopo tre giorni di bizantine discussioni la Camera colla maggioranza di sei voti approvava la mozione di Carlo Cadorna di sospendere ogni deliberazione sul trattato di pace in attesa di una legge a favore degli emigrati che il ministero era disposto a presentare. La mossa era stolta perchè il trattato doveva essere approvato o respinto ma non essere subordinato ad una condizione.
l) Carteggio inedito cit.