Rassegna storica del Risorgimento

VITTORIO EMANUELE I RE DI SARDEGNA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1936>   pagina <1504>
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1504
Andrea Leone
Quest'atto, l'atto solenne di abdicazione, fu letto, ad un'ora di notte, dal primo segretario di Stato, notaio della Corona, il conte di Chialamberto, che lo aveva preparato ad istanza del suo Re, fin dal 21 maggio, nel palazzo del principe Filippo Colonna,1) alla presenza di sei gentiluomini, che, in qualità di testimoni, lo sottoscrissero. Carlo Emanuele si riserbava il titolo e la dignità regia e un assegno vitalizio di L. 240.000.*) Erano stati sottoscrittori: il principe Filippo Colonna gran contestabile del Regno di Napoli, il conte Cerruti di Castiglione Falletto, il barone Luigi Amat di Sorso, il cav. Tommaso della Marmerà, il conte G. B. di Benevello, il conte di Chialamberto redattore.8)
Poco dopo il Chialamberto era incaricato di portare a Napoli la carta sotto­scritta: il Duca d'Aosta la ratificava il giorno 8 dello stesso giugno, accettando le condizioni che conteneva. Finalmente, quattro o cinque giorni appresso, il nuovo Re si muoveva da Napoli*) per Roma.
Xi immancabile, fedelissimo conte di Chialamberto che lo accompagnava, aveva già fissato l'itinerario e, provveduto, per mezzo del regio foriere, agli alloggi convenienti, dove la regale comitiva si sarebbe fermata e riposata durante le fatiche del viaggio. Cosi al marchese Giovanni Paolo Borgia di Velletri, facoltoso fratello del cardinale Stefano, che durante le procellose vicende del 1798-99 aveva già accolto nell'avito palazzo il generale Gioacchino Murat,5) si indirizzava il 12 giugno il Chialamberto, ancora da Napoli, volgendogli pre­ghiera di accogliere nel suo palazzo il nuovo Re di Sardegna, a cui erano ben note le preclare disposizioni del suo animo per essersi già prestato ad alloggiare in casa sua la Maestà del re Carlo Emanuele nei suoi vari passaggi per Roma e per Napoli .*)
La doviziosa famiglia Borgia ospitava nell'ubertoso castello romano, con molta cortesia e generosità, Vittorio Emanuele I colla regale consorte Maria Teresa d'Austria; ma la loro permanenza fu breve, consistette specialmente nel pernottamento, senza visita alle chiese della città; durò dalle ore 21 del giorno 15 fino alle 17 del dì successivo, allorché s'accomiatarono con tutto il seguito di quattro carrozze e due strascini di utensili di credenza e di cucina .7)
1) F. Coi-ONWA, IM dimora dei Reali di Savoia nel palazzo Colonna, Roma, tip. del Senato, 1922. "
2) Dow, PEHHEBO, op. cft., p. 142.
3) 6. MANUNTA BRUNO, Una regina e il confessore; lettere inedite di Maria Clotilde di Francia, regina di Sardegna alTex-geBuita G. B. Senea (1797-1802), Firenze La Nuova Italia , editrice, 1935, p. 400.
4) Cfr. Appendice li).
s) A. LEONE, G. Mwat e Fra Diavolo a Vclletri con documenti inediti in Rivista del Risor­gimento italiano, 1912 e, a parte, Torino, Bocca, 1912, p. 10. *) Cfr. Appendice b). 1) Cfr. Appendice a).