Rassegna storica del Risorgimento

VITTORIO EMANUELE I RE DI SARDEGNA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1936>   pagina <1507>
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Per Vavvento di Vittorio Emanuele I al trono sardo 1507
che la di lui Reale Consorte ini obbligarono di gentilezze non solo vano di me, che alla aù Consorte ed agli altri miei Ggliuoli, ed il giorno 16 alle ore 17 ripartirono per Roma con tutu u seguito dì quattro carrozze e due strascini di utensili di credenza e di cucina.
G. P. BOHGIA
6) PIUMA LETTERA, DEL DI CHIALAMBERTO AL MARCHESE BORGIA
Illustrissimo Signor, Signor Padrone Colendissimo, S. M. il Ite Vittorio Emanuele, mio augusto padrone, avendo risoluto di partire colla Reale Bua corte lunedì prossimo per Roma bramerebbe pernottare in Velletri, nella notte di martedì venendo al mercoledì, e, prevenuta dell'obbligante maniera con cui si e V. E. Illustrissima prestata ad alloggiare in casa sua la maestà del Re Carlo Emanuele suo fratello nei vari suoi passaggi per Roma e Napoli, mi ha incaricato di manifestarle questo suo desiderio, nella fiducia che avrà EUa la gentilezza di secondarlo. Arriverà costì il R. Foriere che avrà con sé lo stato delle persone, onde sia Elia in grado di dare le disposizioni ebe crederà convenienti per il rispettivo loro alloggio. Abbraccio con piacere quest'occasione per richiamarmi alla preziosa memoria di S. V- Illustrissima, e pregandola di anticipare li rispettosi miei ossequi alla signora marchesa Borgia ed a tutta la di Lei famiglia, con ben distinta considerazione ho l'onore di essere di V. S. Illustrissima Di Chialamberto. Napoli 12 ghigno 1802. Sig. Marchese Borgia Gio. Paolo Gran Cr., Velletri.
e) SECONDA LETTERA DEL DI CHIALAMBERTO AL MARCHESE BORGIA
ninstrissimo Signor, Signor Padrone Colendissimo, Penetrata S. M. dalle obbliganti atten­zioni che V. S. Illustrissima ha avuto a suo riguardo, dell'augusta sua Consorte, non che di tutto il Reale seguito nel suo passaggio per codesta città, le ne palesa per mezzo mio il Sovrano suo gradimento, e bramosa essendo di comprovarglielo anche in un modo più particolare, onde appaia agli occhi del pubblico il conto che fa della ben degna, di lei persona e famiglia, si è di buon grado- disposta ad accondiscendere alla dimanda che forma il soggetto del ricorso che Ella ebbe l'onore di amigliarle; siccome però per ragione delle attuali circostanze trovasi disorganizzato il Consiglio della Sacra Religione ed Ordine Militare dei SS. Maurizio e Lazzaro, così che non si potrebbero spedire le opportune comissionali, onde devanire poi alle solite prove prescritte dagli Statuti dell'Ordine per l'ammissione al medesimo di uno dei di lei figli, la M. S. si riserva quindi a prima occasione, e tosto che saranno perfettamente sistemate le cose nostre, di accordargli l'implorata decorazione della Croce, incaricandomi frattanto di affidare fin d'ora V. S. Illustrissima in R. suo nome di questa sovrana grazia. Nell'eseguire che faccio con somma mia soddisfazione questi Reali cenni, prego V. S. Illustrissima di far gradire alla degnissima di Lei famiglia i distinti miei complimenti e di credermi quale col maggior ossequio ho l'onore di professarmi di T. S. Illustrissima Di Chialamberto. Roma 26 giugno 1802. Sig. Mar­chese Borgia Gio. Paolo Gran Cr., Velletri.