Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLI ; CAPECE MINUTOLO DI CANOSA ANTONIO ; GIAMPIETRI FRANCES
anno <1936>   pagina <1511>
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Il principe di Canam ed il processo per Vassassinio di F. Giampietri 1511
I>a proecssura di Giampietro (come tonto altro coso) giaceva in un gelato abbandono Può mai credere S. M. che fiu'ora nessuno dei tanti correi e stato arrestato ? Appena sono arrivato nel Ministero (sebbene per mancantso di Ufficiali non abbia ancora presa notoriamente In firma) ho principiato a resuscitare questo morto che andava ad imputridirai. Le mie spie mi hanno di già informato di taluni sopta cui cadono forti sospetti. Ho cercato attivare tali ricerche con tutta la premura ed efficacia. Questa mattina, 3 di maggio, mi son mandato a chiamare il giudice istruttore della causa, che prima (Quando si pensava, operava e parlava meglio) chiamavano Commissario. Ho a questo domandato a che n'era la causa. Egli mi ha risposto che non si. era fatto nulla. Mi sono un poco riscaldato, ma egli mi ha risposto che il rito gli teneva le braccia legate: a ciò ho risposto che. i rei li avrei trovati io e carcerati senza rito, ma per misura di polizia e, dopo le mie debite indagini, avrei passato a lui i rei e le carte.
E il giorno dopo:
Napoli, 4 di maggio 1821.
Nelle precedenti lettere alla Maestà umiliato Le diedi conto che dopo molto travaglio si principia, alla fine, a scoprire gli autori ed esecutori dell'enorme attentato commesso contro la vita dell'infelice D. Francesco Giampietro Sino dal principio del mio arrivo in questa Capi" tale me ne diedi tutta la premura. Devo però la felice riuscita delle prime indagini scoperte all'attività dello zelantissimo signor Commissario D. Salvatore Ferrigno. Una tale circostanza combinata con la massima attività di questo abilissimo magistrato mi decise con mio ufficio con la data di ieri incaricarlo di tirare innanzi esso l'istruzione di una tale interessante proces­sola. Ora siccome il Codice di Procedura prescrive che il processo debba formarsi dal Commis­sario del luogo ove il misfatto accadde, così supplico V. M. di autorizzare questo mio operato, onde delegato possa legalmente agire e hi processata si abbia in tutta regola legale, abbenchè sia compilato da un Commissario di Quartiere diverso. Una tale misura che provoca dalla pienezza della Reale autorità ci condurrà al salutare oggetto di vedere in breve scoperto i malfattori e vendicata la giustizia.
La richiesta autorizzazione dovette subito pervenire al Canosa, il quale,
è chiaro, aveva già in mano i fili del complotto che uccise Pex-Direttore di
Polizia. Dopo qualche giorno egli inviò al sovrano la seguente breve informazione
su quanto aveva fatto.
Napoli, 10 maggio 1821.
In pochi giorni ho scoperto tutto ciò che ha rapporto coll'assassinio di Giampietri. Fra pochi giorni spero avere nelle mani tutti i rei. Ho dovuto promettere l'impunità ad uno e m'auguro che V. M. non condannerà questo necessario arbitrio che mi son preso.
Ventotto individui vennero catturati ed accusati, tutte le prove furono raccolte, tutti i' testimoni vennero ascoltati e confrontati, l'organizzazione e l'esecuzione dell'atroce defitto furono particolareggiatamente ricostruite. La Gran Corte Speciale il 29 settembre 1821 emise la sentenza. Tre dei rei furono condannati a morte e gli altri relativamente al grado di responsabilità loro attribuita in diversa misura vennero condannati ai ferri. L'esecuzione capitale venne eseguita il 1 ottobre. Tre anni dopo altre condanne e altre esecuzioni vennero eseguite. Alcuni correi sfuggirono alla Giustizia, perchè riuscirono ad allontanarsi in tempo dal Regno, ove qualcuno non fece più ritorno.
FRANCO SCHLITZER