Rassegna storica del Risorgimento

PEPE GUGLIELMO ; GUERRA 1848-1849
anno <1936>   pagina <1517>
immagine non disponibile

Brevi nota su Guglielmo Pepe e la guerra del 1848 1517
mare mia parte delle troppe per Paltò Adriatico, Lo stesso Pope narra come sia dovuta a lui la proposta di inviare subito un'avanguardia di truppe a Venezia con. i piroscafi; nel suo libro Vltàlia negli anni 1847, *48 e '49 J) egli riporta anche il suo proclama del 17 giugno da Venezia: Agli Italiani e particolarmente alla popolazione di Bologna, ecc. . Feci anche decidere dal Ministero che con parte delle truppe sarei immediatamente sbarcato a Venezia, ma con subitaneo mutamento mi venne impedito di porre in atto quel salutare dise­gno... . La proposta del Pepe è confermata dal Nisco, che accenna ad una richiesta fatta con insistenza , e dall'UUoa 8> che chiarisce come a Venezia si sarebbe completata una forte divisione e marciato subito sull'Isonzo contro all'austriaco . Su questa iniziale proposta del Pepe non credo vi siano dubbi; solo il Carrano4' dice che la decisione di inviare una parte delle truppe per mare era già stata presa prima, ma non dice da chi e la sua affermazione non lascia molto convinti.
Se non vi sono dubbi sulla proposta del Pepe, può essere però interessante esaminare per quale motivo le truppe, inviate nell'alto Adriatico per via di mare con i piroscafi, sbarcarono ad Ancona e non più a Venezia come era stato proposto inizialmente. Alcuni giorni prima della partenza, il Pepe fu costretto a letto per qualche tempo; dovendosi prendere varie decisioni circa la spedi­zione e la condotta della guerra, fu tenuto un consiglio di generali in casa dello stesso Pepe. A questo presero parte Del Giudice, Ministro di Guerra e Marina, Guglielmo e Florestano Pepe, Carrascosa, Zizzi ed il maggiore Cianciulli. Dopo lunga discussione fu deciso di non inviare le truppe per mare fino a Venezia; su questa decisione ebbero una notevole influenza le idee esposte dal Blanch nei primi due articoli di una serie apparsa nel giornale del Torelli, YOmnibus. Nei due più importanti, pubblicati nei numeri del 15 e 22 aprile, sotto il titolo Della guerra di Lombardia, l'A. esamina le difficoltà che si possono incon­trare nell'intraprendere una guerra con l'impero austroungarico ed i pericoli di un eventuale sbarco nel Veneto.
La maggior parte dei membri del Consiglio sono facilmente convinti da queste affermazioni e danno voto contrario all'invio delle truppe a Venezia; data l'importanza acquistata da questi articoli, non sarà del tutto inutile esa­minarli brevemente. Bisogna notare in essi fin dall'inizio un errore fondamentale. Infatti gli esempi citati dal Blanch si riferiscono tutti alle guerre napoleoniche in Italia; ma le operazioni di Napoleone furono sempre influenzate dalla man­canza del dominio del mare, mentre nel 1848 gli Stati italiani ne erano padroni
ìj Opera originale italiana, Torino, 1850.
2) Ferdinando II ed il suo regno, Napoli, 1884.
3) O. UIXOA, Brevi cenni sullo spedizione del corpo di esercito napoletano neWxtltima guerra
d'Itali** Torino, 1856.
;) Vita di Guglielmo Pepe, Torino, 1857.