Rassegna storica del Risorgimento
PEPE GUGLIELMO ; GUERRA 1848-1849
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1936
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Vittorio Moccagatta
assoluti. Inoltre il Blanch studia tutti i movimenti dell'esercito, solo tenendo presenti le sue necessità in caso di sconfitta; la cosa appare troppo unilaterale e tutti i suoi ragionamenti hanno quindi uno sfondo pessimista. Bisogna anche aggiungere che, nell'articolo del 22 aprile, il Blanch contraddice sé stesso: dopo aver citato una serie di guerre combattute sul suolo italiano dal 1701 al 1815 giunge alla seguente conclusione: ...ci par chiaro che da due secoli (e si potrebbe rimontare più alto) la sorte dell'Italia è stata decisa oltremonti, anche quando potenze di queste regioni combattevano sul suo suolo .
Perchè non cercare allora tutti i mezzi pi opportuni per andare a combattere oltremonti ? La squadra navale non avrebbe potuto essere un buon aiuto per dislocare opportunamente alcuni reggimenti ? Invece l'À. non vuol sentire parlare di truppe che sbarcano nel Friuli per combattere l'Austria sulle Alpi perchè, se attaccati di fianco dalle forze che scendono dal Tirolo, esse possono rischiare la più trista delle Sorti, quella di essere inviluppate in rasa campagna e terminare con una capitolazione... . Non si capisce perchè il Blanch non voglia assolutamente prevedere il caso contrario in cui le forze italiane dislocate nel Friuli attacchino sul fianco il nemico che scende dal Tirolo; ma, volendo ammettere il suo pessimismo, bisogna notare che, anche se sconfitti, gli italiani erano sempre padroni del mare e potevano far ritorno sulle navi evitando cosi la prevista capitolazione.
Si può trarre allora con molta facilità la seguente conclusione: gli articoli del Blanch si basavano su alcuni concetti errati e non potevano essere che un pretesto per rinunciare al diretto invio di truppe a Venezia,l) per non credere ad una eccessiva ingenuità dei generali napoletani.
Il Paladino, 3i nel ritenere che il ministero napoletano abbia agito con saggio criterio nel rinunciare allo sbarco in laguna, si lascia influenzare non solo dalle idee del Blanch, ma aggiunge che sarebbe stato imprudente esporre le navi, con truppe a bordo, agli attacchi del nemico non tenuto a freno né dalla marina napoletana, insufficiente e impegnata nel trasporto... . QueU'insuni-ciente ci pare un po' esagerato; anche senza tener conto della superiorità qualitativa e quantitativa del materiale della marina napoletana in confronto a quello dell'austriaca, bisogna ricordare che la I. R. Marina stava attraversando un periodo di crisi. Una parte delle sue navi aveva alzata la bandiera di Venezia, mentre su quelle rimaste fedeli all'imperatore si erano dovuti allontanare gli uomini (ufficiali e bassa forza) di sentimenti italiani, sostituendoli non con
i) Circa i motivi del ritardato invio e del richiamo delle truppe napoletane vedi ETTORE ROTA, L'antagonismo politico tra Tonno Napoli durante la guerra del 1848, in Nuova Rivista Storica, 1921 in risposta agli articoli di GrosEtfPB PAIADINO, Il governo napoletano e la guerra del 1848, in Nuova Rivista Storica, 1919-20-21. Lo constatazioni che facciamo in proposito, ci convincono maggiormente dell'esattezza di quanto afferma il Rota.
2) Op. cit.