Rassegna storica del Risorgimento
PEPE GUGLIELMO ; GUERRA 1848-1849
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1936
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1519
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Brevi note su Guglielmo Pepe e la guerra del 1848 1519
marinai ma con personale proveniente dalla campagna. La deficienza di materiale e di organizzazione è evidente: la flotta austriaca fino alla fine di aprile, non riesce a porre il blocco a Venezia insorta da oltre un mese? lo stesso Eudriaff-aky, comandante la squadra, adduce, quale motivo della sua inazione, la mancanza di piroscafi in confronto agli avversari che ne sono abbondantemente provvisti. *) Ma la mancanza di preparazione nel nuovo personale imbarcato sulle navi austriache appare 'chiaramente da una lettera del Tegetthoff al padre: s) Allorché bloccammo Venezia, si è potuto constatare il risultato di questa infelice economia, perchè la maggior parte degli uomini soflrivano il mal di mare, e gli altri, annichiliti dalla paura, restavano accasciati sotto i ponti.
Era forse questa la forza navale contro la quale era insufficiente quella napoletana? Non è neppure possibile affermare che a Napoli in quei giorni non si conoscessero le vere condizioni della marina austriaca: infatti, non soltanto gli ufficiali di marina veneti, che lasciarono il servizio imperiale per raggiungere la loro città, ne avevano fatto un cenno nell'articolo pubblicato nella Gazzetta di Venezia del 17 aprile di quell'anno, ma nel porto di Napoli il 29 marzo, a bordo della fregata austriaca Guerriera, vi era stata una sedizione, indice sintomatico dello stato di indisciplina in cui si trovavano gli equipaggi. È ancora opportuno rilevare che in quel periodo la squadra napoletana era una delle migliori del Mediterraneo; anche se non poteva allineare in battaglia i grandiosi vascelli della squadra inglese e di quella francese, pure aveva pronte otto veloci fregate a vapore modernissime (la più antiquata, il Ruggiero, era del 1842) che certo tutte le altre marine le invidiavano in modo particolare.
I motivi addotti circa il danno di una operazione di sbarco a Venezia non erano quindi, a nostro parere, basati su fatti reali; però, come abbiamo visto, le idee del consiglio di generali si orientarono nel senso di non fare sbarcare le truppe in laguna. L'ultimo a cedere fu il Pepe e fu costretto a farlo, come narra egli stesso, in seguito al parere deU'ammiraglio De Cosa, comandante la squadra napoletana, il quale affermava che le truppe a bordo avrebbero impedito alle artiglierie delle fregate di agire, e che quindi la divisione marittima austriaca avrebbe potuto combatterci con positiva certezza di vantaggio . Questa affermazione del Pepe a) non torna certo ad onore del De Cosa perchè un ammiraglio, che ha ai suoi ordini una squadra di cinque moderne fregate a vapore di fronte ad un avversario attrezzato soltanto con bastimenti a vela, deve essere assolutamente convinto di poter attraversare indisturbato tutto l'Adriatico,
i)' BENKO VON Bormx, Gasdàehte dar K. K. Kriegs - Màrim ivahrend der Jàhre 1848
und 1849. .... ... -.
2) GOMMI, UAustria navale, in Rassegna Storica del Risorgimento, aprile-m aggio-giugno
1918.
S) Casi d'Italia. *