Rassegna storica del Risorgimento

PEPE GUGLIELMO ; GUERRA 1848-1849
anno <1936>   pagina <1520>
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Vittorio Moccagatta
sbarcare tempestivamente le troppe senza essere molestato dal nemico e poi, all'occorrenza, rivolgersi contro la forza navale avversarla, nei confronti della quale potrà sempre avere il vantaggio dell'iniziativa.
Per completare il quadro della situazione aggiungiamo Glie, durante i febbrili preparativi per la Divisione navale destinata in Adriatico, il Ministro di Guerra e Marina aveva invitato il Maggior generale Ispettore del personale (Ramo Marina) a proporre chi doveva assumere il comando delle navi in sosti tuzione del capitano di vascello Jauch; *) l'Ispettore fece il nome del capitano di vascello Gio. Batta Lettieri. *) Ciò nonostante il Re decise che il comando dei bastimenti che dovevano recarsi in Adriatico, fosse assunto dal De Cosa, ch'egli sapeva ben ligio ai suoi ordini. Secondo il Randaccio *) pare che il Re, nell'accomiatarsi dal De Cosa al momento della partenza delle navi per l'Adria­tico, gli abbia rivolto le seguenti parole: ricordati che sei vecchio ed hai fami-glia . Certo il De Cosa era un fedele ufficiale; comunque egli non poteva non attenersi' agli ordini ed alle direttive del Sovrano: le condizioni economiche della sua famiglia non erano buone e, avendo egli voluto fare ammettere anche l'ultimo figlio nella Scuola di Marina, gli era stato necessario insistere parecchio per ottenere la grazia sovrana di pagare in quindici rate mensili, da ritenersi direttamente sul suo stipendio, la somma di ducati 150 per la prima messa di vestiario .4)
Da quanto abbiamo detto circa le errate idee del Blanch e la preparazione della marina napoletana, è facile concludere che le navi del De Cosa nell'aprile del 1848 erano in grado di trasportare truppe a Venezia ed effettuare lo sbarco in laguna; a conferma di quanto asseriamo sta il fatto che, al giungere della squadra napoletana nell'alto Adriatico, quella austriaca abbandona il blocco di Venezia e si ritira a bordeggiare tra le coste del Friuli e dell'Istria. Le idee contrarie esposte in quei giorni non avevano alcun fondamento; chi le esponeva mancava della necessaria preparazione nel campo militare oppure aveva dovuto subire l'influsso di fattori estranei.
La prima proposta del Pepe di inviare truppe a Venezia per mare è quindi praticamente possibile ed è evidente quale decisa influenza avrebbe avuto sull'andamento della guerra terrestre la dislocazione di 4-5 mila uomini a Venezia alla fine di aprile.
1) Archivio di Stato dì Napoli. Sezione Militare. Maggioria Generale Regìa Marina, fascio 325.
9) Archivio di Stato di Napoli. Sezione Militare. Maggioria Generale Regia Marina, fascio 301.
3) Storia delle Marine: Militari Italiane dal 1750 al 1860 e della Marma Militare Italiana dal 1860 al 1870, Roma, 1886.
*) Archivio di Stato di Napoli. Sessione Militare. Maggioria Generale Regia Marina fascio 302.