Rassegna storica del Risorgimento
PEPE GUGLIELMO ; GUERRA 1848-1849
anno
<
1936
>
pagina
<
1522
>
1522 Vittorio Moncugatta
la mia idea era di unirli ad 8000 veneti, sbarcare a Fiume e poscia inoltrarmi in Ungheria. Forse un soccorso di 20.000 buoni fanti avrebbe contribuito a far sì che gli ungheresi fossero entrati in Vienna .
Ma vi è qualche punto che chiarisce ancor più le sue idee a questo riguardo: Aiutar Venezia, renderla signora dell'Adriatico, arricchirla coi tesori di Trieste, e non lasciare a quest'avara città nemmeno un battello di pesca, erano le mie idee fisse .!) E più avanti, dopo aver ripetuto la necessità di agire al di là del mare, espone un'idea che si può giudicare perfetta: Non è manovra, non è mossa militare che il re (Carlo Alberto) non avrebbe potuto eseguire da Venezia per mare, e da Padova per terra, avendo per primo scopo di togliere al nemico l'arrivo di nuovi aiuti , quegli aiuti che il Radetzky cercava di avere in mille modi, ed ai quali purtroppo non si opposero che dei piccoli nuclei di volontari e delle popolazioni insorte. E ancora, criticando il piano di guerra del 1849, ritiene naturali le conseguenze poiché fatalmente si rinunziò a combattere il nemico nella sua parte più debole, vale a dire nelle comunicazioni col suo impero, e nelle città bagnate dall'Adriatico... .
La sua concezione strategica della guerra è quindi ben chiara: agire sul mare per portare le offese nel cuore dell'Austria e per tagliare le comunicazioni all'esercito che agisce in Italia. Per meglio precisare queste sue idee e per convincersi fin dove sia possibile attuarle, egli prende anche contatto con l'ammiraglio Albini come risulta da una sua lettera alla Cowendry in data 1 febbraio 1849: Se principia come spero la nuova campagna... io avrò molto da fare, e nelle provincie Venete, e in vari lidi dell'Adriatico sceondato dalla squadra di Carlo Alberto il cui ammiraglio Albini ebbe meco nei giorni scorsi lunga conferenza .
È bene fermare un momento la nostra attenzione anche sui due piani di guerra che il Pepe invia a Carlo Alberto all'inizio del 1849 e che sono stati oggetto di molte critiche; ancora ultimamente Ferdinando Corrubia nella recensione del volume del Monti 2) basandosi certo sulle affermazioni di altri autori, con bella frase li definisce generosi nell'intenzione, magnifici nei fini che si volevano per mezzo loro raggiungere, ma che anche ad incompetenti dell'arte e della tecnica militare facilmente appaiono più frutto di amorosa fantasia che di fredda sapienza . Ora questo non è esatto perchè il concetto fondamentale di questi piani è molto chiaro: tagliare le comunicazioni del Radetzky con l'Austria. Per lui, vecchio generale napoleonico che ha sempre combattuto manovrando, è possibile raggiungere lo scopo sempre e soltanto con la manovra. Infatti in entrambi i suoi progetti egli propone una massa di manovra: nel primo di 60.000 uomini, nel secondo di 20.000. Ma quello che a noi interessa far rilevare è il primo caso di questo secondo progetto: ammettendo che gli
i) Coti d'Italia negli anni 1847* '48, 49. *) Archivio Veneto anno LXTV.