Rassegna storica del Risorgimento
PEPE GUGLIELMO ; GUERRA 1848-1849
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1936
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1524
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524 Vittorio Moccagutta
poche centinaia di uomini che, verso la metà di giugno, si chiusero in Venezia col generale napolet ano ribelle agli ordini del re non erano certo in condizioni di portare, come infatti non portarono, un valido aiuto alla difesa della città.
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Ecco quindi il Pepe apparirci sotto un aspetto veramente nuovo, con delle idee particolari circa la condotta della guerra; Usuo scopo principale era quello di tagliare le comunicazioni del Radetzky, e soprattutto il congiungersi dei rinforzi che giungevano dall'Austria, comandati dal Nugent e dal Welden. H Pepe intuisce il sistema più. pronto, più sicuro, più audace per puntare direttamente alla mèta. Quale confronto con altri generali che avevano una concezione molto più ristretta della condotta della guerra! La somma delle cose si tratta quiscriveva il Franzini, ministro sardo di Guerra e Marina, dal Quartier generale al Della Mar-mora il 1 giugno 1848 perchè se vinceremo, ci spingeremo innanzi e la Venezia sarà in breve liberata e, dove fossimo respinti, la Venezia, ancorché fosse già libera, sarebbe in breve nuovamente invasa dal nemico .'Prima di lui, il 16 aprile 1848 il Salasco scriveva al Durando: Se ci riesce di respingerei! Radetzky, ci volgeremo dopo contro l'altro corpo di Nugent , dimostrando così di non preoccuparsi affatto della importanza della probabile riunione di questi due corpi di truppa.
In queste note non si tratta di fare la critica agli uomini del '48 e tanto meno di accusare o di difendere; essi hanno vissuto con le loro idee, consone ai tempi, hanno agito o cercato di agire come meglio ritenevano. In quegli anni mancava ancora in Italia un qualsiasi orientamento navale e ben pochi eletti sapevano vedere l'importanza del mare in tutti gli avvenimenti che interessavano la nostra penisola. Appunto per questo bisogna riconoscere al Pepe il merito di essere uno dei precursori, uno di coloro che volevano trarre dal mare tutti i possibili vantaggi; né dobbiamo lasciar troppo influenzare il nostro giudizio dal fatto che egli non abbia saputo attuare queste sue idee.
Perchè una giornata che tu vinca, cancella ogni altra tua mala azione; cosi medesimamente perdendola, restano vane tutte le cose bene da te avanti operate ha lasciato scritto il Machiavelli, e certo il Pepe ha il torto di non aver vinto. Ma questa è una delle tante critiche che si possono fare e sono state fatte a lui, ed è quindi inutile tornarci sopra, tanto più che si devono tener presenti le sue condizioni di salute e la sua età.
Dopo aver considerato il vecchio generale calabrese sotto questo nuovo aspetto, non è facile indagare attraverso quali studi o quale sistema di vita egli sia giunto a queste sue idee: la domanda non trova una facile risposta. Nelle sue memorie, nelle sue lettere, negli archivi, nei testi degli autori che hanno studiato la vita del generale, non si trova alcun indizio circa l'origine di questo orientamento navale del Pepe. Bisogna procedere per induzioni e lasciare molte domande senza risposta.