Rassegna storica del Risorgimento

PEPE GUGLIELMO ; GUERRA 1848-1849
anno <1936>   pagina <1525>
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Brevi note su Guglielmo Pepe e la guerra del 1048 1525
A mantenere vivo nel suo animo tutto il valore del potere marittimo, viveva forse in lui il lontano ricordo di vascelli stranieri apparsi davanti a Napoli per imporre la loro volontà o per sollevare gli animi oppressi? Oppure aveva il Pepe una abbastanza buona conoscenza della storia che gli faceva intuire tutta 1 importanza del mare? Certo, e questo Io si può affermare senza tema di smen­tita, nel 1848 erano ancora vivi nella sua mente i ricordi della guerra del 1815 quand'egli, generale comandante l'avanguardia dell'esercito di Murat, com­batteva contro l'Austria: in quell'anno per disturbare sul fianco le linee di comu­nicazione nemiche, fu inviata nell'Alto Adriatico una piccola squadra, nella quale vi era, quale comandante della fregata Letizia, quello stesso Raffaele De Cosa che nel 1848 doveva tornarvi quale comandante in capo. Anche la vita del Pepe, esiliato in Inghilterra, deve avere avuto la sua influenza; la grande dimestichezza che vi è in quel paese col mare e con tutti i problemi che ad esso si riferiscono non può non aver lasciato traccia in lui che, costretto in esilio, cercava ugualmente di rendersi utile all'Italia. Le sue stesse amicizie, che non furono poche, con gli uomini della Gran Bretagna, le lunghe conversa­zioni che aveva con loro sui problemi più. svariati, devono avere aperto alla mente del Pepe i vasti orizzonti marini.
Anche i suoi lunghi viaggi per mare durante l'esilio tra l'Inghilterra, il Portogallo, la Francia e la Spagna, oltre ad avvicinarlo ai marinai, gli facevano prendere sempre più contatto col mare e gliene facevano quindi intuire maggior­mente l'importanza. E nel lungo periodo trascorso a Parigi dal 1831 al 1846 quali furono i suoi studi prediletti? Certo le questioni italiane; ma a queste non si riconnettono i grandi problemi del mare che circonda la nostra penisola?
Comunque queste ricerche hanno un'importanza limitata; anche se non sarà possibile rintracciarne l'origine, *) le idee sostenute dal Pepe durante le guerre del 1848-49, mentre dimostrano la sua viva e pronta intelligenza, che nessun difetto riescirà mai a cancellare, fanno di lui un vero generale, che seppe intuire genialmente quale doveva essere la condotta strategica della guerra*
Poi gli mancarono i fati; ma per noi il generale Guglielmo Pepe rimane la più bella figura di stratega italiano del 1848-49.
VlTTOHIO MOCCAGATTA
1) Molto probabilmente non vi è un'origine ben definita; dedicandosi agli studi storici, medi­tando sa di questi, viaggiando l'Europa durante il suo lungo esilio, il Pepe ha potuto farsi un quadro sempre più chiaro e preciso delia situazione militaremarittima dell'Italia. Ad esempio, nell'Italia Militare scritta nel 1835-36 (G. Pepe, L'Italia militare e la guerra di sollevazione, Venezia, 1849. Seconda edizione da quella di Parigi del 1836) il generale tratta di nna guerra difen­siva in Italia contro un esercito invasore. In questo volume si comincia già a sentire l orienta* mento navale viene messa In evidenza la necessità di basi per i bastimenti, di e piazza da guerra sai mare che consentono manovre prudenti e ardite , di mari aperti e di coste da cui si potreb­bero trarre mille aiuti . già qualcosa, ma siamo ancora lontani dalla larga concezione della guerra integrale; che il Pepe dimostra di avere nel 1848-49.