Rassegna storica del Risorgimento
QUADRIO MAURIZIO ; CASATI SACCHI ELENA
anno
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1936
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pagina
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1529
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Maurizio Quadrio nelle lettere ad Eletta Casati 1529
Achille Sacchi e d'indagarne i sentimenti riguardo a lei il povero cospiratore rimane quasi sgomento: tanto grave gli sembra U compito, mancando dice di quei mezzi che. avrebbero una madre o un'amica , *) per rendersi utile Eppure non meno degnamente d'una madre o d'un'amica egli seppe assolvere il difficile incarico, e allorché il sogno di Elena Casati sembrò naufragare, la voce confortatrice di lui assunse tutta la soave inflessione d'una voce materna. Dio sa che se potessi cullarvi come una madre fa d'un bambino e addormentare i vostri dolori, lo farei volentieri .2) E intensifica le premure per lei, quasi a compensarla della delusione sofferta: ma mentre comprende tutto l'accoramento della fanciulla, senza blandirla con vane parole, tenta di sollevarle l'animo esortandola al bene: la consiglia di rivolgere all'essere collettivo che si chiama famìglia patria umanità la fonte d'affetto che non aveva potuto versare sopra un individuo, la esorta a stordirsi a forza di buone azioni, perchè quella egli dice è l'ebbrezza delle anime belle, ebbrezza che consola di molti dolori . *) Maurizio Quadrio sentiva la profonda verità racchiusa in queste parole: nei giorni più. tristi della sua turbinosa esistenza, quante volte aveva attinto la forza di vivere soltanto dalla bontà del proprio animo, sempre rivolta a sollievo degli infelici, e dalla fede incrollabile che gl'ideali patriottici e umanitari, ai quali si era consacrato, si sarebbero un giorno avverati! Anche in questa fede si accosta strettamente al Maestro, del quale forse fu più intransigente, rifuggendo il Quadrio perfino da quegli adattamenti che, talora, il Mazzini riteneva necessari, per il bene dell'Italia.
Fra i periodi tormentati della vita di Maurizio Quadrio, quello a cui si riferisce la maggior parte delle nostre lettere (185657) non è scevro per lui di sofferenze fisiche e morali, di alternative penose di speranze e di sconforti. Le lettere provengono per lo più da Genova, dove egli si trovava fin dal 1854 ** l'anno funesto in cui lo colse il colera; e per quanto egli non parli di sé che tratto tratto, con fuggevoli accenni, non è difficile rilevare come trascorressero le sue tristi giornate. Ricercato dalla polizia, esule in patria, vive nascostamente, cospirando e scrivendo per V Italia e Popolo, il noto giornale mazziniano. Talora è costretto a trascorrere mesi e mesi in casa, tutto assorbito dal lavoro ...da sette mesi non esco di casa... e sono talmente occupato che spesso sono costretto di (sic) mangiare strozzando il boccone collo scrivere... 5). Per
Vedi lettera VII.
:2) Vedi lettera XIII. Tale argomento fu ampiamente trattato da noi nel lavoro su d. àJaehi al capitolo IH e poi dal Volpati nel già citato studio.
*) Lettere X e XI.
*) Quadrio si fissò in Genova nell*agosto del '54., dopo il fallito moto in Valtellina al quale prese parte. Vi rimase fino a tutto il *60, tranne assenze pia o meno lunghe come, forse, quella a Zurigo, sulla fino dello stesso '5* quando avvenne l'incontro con la Casati.
5) Vedi lotterà I,
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