Rassegna storica del Risorgimento

QUADRIO MAURIZIO ; CASATI SACCHI ELENA
anno <1936>   pagina <1535>
immagine non disponibile

Maurizio Quadrio nelle lettere ad Elena Casati 1535
onesto e studioso giovane, ch'io conosco per averlo veduto, anni sono, alla staggite, ma del anale si dice gran bene. Credo che gli si possa scrivere ponte restante. Se si vuol porre la lettera sotto coperta all'indirizzo di cui ella uso per iscrivere a me, involgendola poi interiormente con altra fascia al mio nome, la fard rimettere, Non conosco il sno domicilio
A quest'ora ella avrà ricevuto il plico mandato per Filippo *) il 31, una mia lettera del 3 a lei ed alla Signora Elena, più il giornale Italia e P. contenente quanto Ella sa. L'articolo in discorso è alla 1. pagina, 4* colonna, credo.
Bacio le mani a lei e ad Elena e sono il loro vecchio amico
AL
26. 56.
Carissima Signora Elena,
Se la volontà di portare una gran consolazione al suo vecchio Man. ha influito nella scelta che ella ha fatto della via di Genova per l'Italia, ne la ringrazio di tutto cuore. Si ricordi d1 avvisarmi dell'epoca in cui ella si porrà in viaggio. Se ella prenderà alloggio alla Locanda Nazio­nale, che non è lontana dallo sbarco, ma faccia tosto sapere il suo arrivo con un biglietto che mi manderà per mezzo d'un servitore d'albergo, vi ponga l'indirizzo... (stracciata la carta). Quella Signora s'incaricherà di farmi avere... (stracciata la carta) stringerle la mano.
(Stracciato il resto).
IV.
26 seconda. Carissima Signora Elena,
Abbia pazienza, buona e cara Elena; ella mi ba tentato colle sue letterine affettuose, e invece d'una gliene mando due. Ho ricevut o soli ani o stamane la sua del 19, quando l'altro bigUettino era già scritto. Ella mi chiede di scriverle? mi sarebbe più difficile disubbidirle? forse, ubbidirle se me lo vietasse. Certamente lo fard e sovente, e non vi sarà lavoro né lungo né grave che m'im­pedisca di farlo. Quando mi troverò materialmente e moralmente isolato, quando sarò mesto per delusioni patite, quando sarò sconfortato per funesti avvenimenti, quando l'anima vacillerà agitata dal dubbio ateo, penserò a lei, e mi conforterò, sapendo che vi sono anime pure; appena sul limitare della gioventù, e che sono state visitate dal dolore, e tuttavia perdurano nella cre­denza e nella pratica del bene, E le scrìverò, ed ella mi darà coraggio. Ella si ricorda bene di quelle parole che un caro amico nostro scriveva sull'album di Alina: Qualunque cosa tu sia per fare, pensa al piacere ed al dolore che tua madre, vivente o morta, potrà provarne . Quelle parole cosi vere per una fancùiUina, lo sono pure per me, lo sento. II pensiero che amici cari e lontani (ed Ella ne è uno) proveranno gioia delle mie buone opere, mi dà lena e con­forto, e Benza ohe Ella lo sappia, io le devo più d'un momento di coraggio in circostanze diffi­cili. Non. le scriverò a Lyon, perchè questa la troverò ancora a Brassellcs, ma nondimeno ho trascritto l'indirizzo che m'ha dato. Il povero vecchio proscritto proverà gran piacere astrin­gerle la mano. Ringrazile tre buone amiche Caronti; risponderò senza fallo. Dia per me un bacio
ad Alina.
Luigi Maxi.
1) Filippo Caronti, comasco, ùltimo della famiglia Riva-Casati, Vedi A. MONTI, La vita e U memorie del patriota comasco F. Caronti, Novara, 1918, Tip. Panzini; A. MONTI, in Cor­riere della Sera, 14 maggio 1934.