Rassegna storica del Risorgimento
QUADRIO MAURIZIO ; CASATI SACCHI ELENA
anno
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1936
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pagina
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1537
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Maurizio Quadrio nelle lettere ad Mena Casati 1537
Sono profondamente accorato per motivi privati e pubblici, ma non abbattuto* Il cordoglio individuale deve essere dimenticato o lasciato in un angolo del cuore per non pensare che alla sventura comune; e se è vero che crescano le difficoltà, deve pur crescere la coscienza del dovere per vincerle. Non so cosa m* è riserbato nell'avvenire; forse non vivrò lungo tempo è Dio sa come; mu le prometto una cosa, cioè: che non getterò mai a terra la croce del mio dovere, e che Ella non avrà mai ad arrossire del suo vecchio pappa.
16 fchhr. Aspettando dal di fuori l'esatto indirizzo del D. Saccbi che aveva smarrito dopo averlo già spedito alla Sig.1* Adele, ricevo stamane l'ultima di lei lettera del 13. Ecco quell'indirizzo: U D. Achille Sacchi abita in Via della Pace, cosi chiamata dal convento dei Frati della Pace che vi si trova. N. 27. Secondo Piano. Io non lo conosco da vicino, avendogli parlato una sola volta nel 1852, ma vedendo, dall'insistenza che Ella e sua sorella pongono ad averne informazione, che a loro preme, ho chiesto e mi viene detto che è buono e onesto privatamente e politicamente. E malaticcio perchè una ferita ricevuta a Roma rimane sempre aperta... (ritagliata una riga e mezza). La lettera smarrita del 23 Gennaio non conteneva nulla d importante. Pippo ') scrive che ha veduto Adele il 5.
L amico che mi ha rimesso oggi la di lei lettera ha osservato il lampo di gioia che m'ha per così dire illuminato il volto nel leggere quel foglio. Buone notizie mi disse, a Oh, sì, sì , risposi. Non aveva io ragione, cara e buona Sig. Elena, d'essere consolato nel conoscere che Ella verrebbe senza fallo qui? L'assicuro che Barò allegro tutta questa giornata. Se Ella riceve con animo gentile la protesta della rispettosa affezione del suo vecchio pappa, può immaginarsi quanto sia sensibile alle testimonianze di amicizia che una così buona, dolce e bello fanciulla mi dà. E come un raggio di sole che visita attraverso le ferriate l'oscuro sotterraneo del prigioniero di Mantova.
Ho ancora dato un'occhiata alla sua lettera quasi temessi d'essermi ingannato. E proprio vero, la Sig;. Elena viene. Come non esserle profondamente riconoscente della sua premura, vedendo che trama quasi una piccola congiura ben misteriosa e sagace per fare quel viaggio! Se Ella scende alla Locanda Nazionale, io Le sarà vicino. Le stringo affettuosamente la mano, e finirò come ho cominciato: Dio la benedica per il bene che mi fa con la sua amicizia. Addio. No, arrivederci.
D vecchio Pappa L...
P. S. Vuol Ella sapere di che ho sognato stanotte ? Se mi prega ben bene glielo dico. Mi pareva d'essere in un grandissimo prato, con due casette bianche addossate a un bosco. Ora mi sembrava d'essere un soldato, e il prato mi immaginava che fosse a Roma; ora credevo essere un proscritto pellegrino, col bastone in mano, stanco e affamato come già lo fui, e guardava dentro le due casette, ora come se le due fossero una sola, ora come se fossero separate. E nel prato giocavano bambini, e uno di essi, un brano, correva alla casa e diceva: Mamma, e' è qui un buon uomo, e una bimba, una bionda, correva all'altra casa e diceva: Mamma, c'è qui un soldato. E le mamme venivano sulla porta, e quelle mamme, giovani, belle, raggianti di felicità e di salute, erano Elena e Bianca.2) E una di esse, guardandomi pietosa, disse: Prendete questo pane, brav*uomo, e andate a casa vostra, e vedrete l'Italia libera: Vi conosco: siete Maur. Poi l'apparizione svanì a poco a poco, e non sono beh sicuro, se fosse Elena o Bianca che mi avesse parlato, benché io creda che fosso Elena. Possa il sogno avverarsi 1 perchè è un sogno che faccio sovente svegliato. Vedere la Patria libera e felici le buone e dolci creature che amo e stimo, vederle unite a compagni che siano degni del tesoro trovato, e circondate do bei bambini, è questa la ricompensa che talvolta invoco e sogno alla travagliata mia vita! Dio lo voglia!
*) Cioè Giuseppe Mazzini.
2) Bianca Caronti, figlia di Filippo Caronti, vedi lettera II.
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