Rassegna storica del Risorgimento
QUADRIO MAURIZIO ; CASATI SACCHI ELENA
anno
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1936
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pagina
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1539
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Maurizio Quadrio nelle lettere ad Elena Casati 1539
dolce e amabile creatura, le di cui aspirazioni sono tutte volte al bene; e tuttavia io sono convinto che quella passione vi renderà ancor migliore, perchè, oltre i salutari e nobili istinti vostri* avrete di più un incentivo al benfare nella certezza di far cosa grata alba persona ohe amate. Io ho avuto la somma fortuna di amare a questo modo, e se sono un buon uomo, Io devo in parte a un'ardente ambizione di Tendermi degno dell'oggetto amato.
La stagione dei bagni comincia qui sul finir di giugno. Se Ella ci viene e ch'io sia tuttora qui, sarà per me nna gran consolazione di rivederla, e parleremo tra noi di quanto la interessa. Non rinuncio già per questo ad occuparmi di scoprire ciò che le sta a cuore. Sia certa che lo farò; e se mai, per far cessare la di lei incertezza, ella mi comandasse di parlarne alla persona in discorso, obbedirò. Ma le confesso che, di mio arbitrio, non oserei fare un tal passo.
Addio, figlia mia. Non le parlo d'altra cosa che preme tanto a lei che a me, e comprenderà perchè non ne parlo.
Sii saluti cordialmente le Signore Angiola, Bianca e Gina; fra poco scrìverò loro. Dio volesse Che il mio sogno si verificasse completamente.
Mi voglia bene e creda all'affezione
del di lei vecchio Pappa.
P S. Un ricordo per Ah'na 1)
Mi scriva pur sempre allo stesso indirizzo.
vm.
Elena Casati a Maurizio Quadrio
9 Marzo [56]. Carissimo Papà Man
Aspettavo con ansietà la sua lettera, ma ho quasi rimorso della mia impazienza: saperlo ammalato, occupato al di là delle sue forze, è dolore e inquietudine per me: oh se potessi esserle di qualche sollievo nella vita stentata ch'Ella dura da tanto tempo !
Non aspetterò la stagione de* bagni, verrò tostochè mi sarà dato saper qualche cosa di decisivo, o subito anche, s'ella teme di cambiar soggiorno: per nulla al mondo vorrei perdere l'occasione di rivederlo, voglio avere almeno questa consolazione.
La ringrazio della sua lettera e del modo con cui giudica la cosa. Ho tremato, non sapre i dire, se nel timore di meritar biasimo o di essere stata male intesa Sia benedetto mille volte lei, che in ogni sua parola ha un incitamento al bone.
Io sono, è vero, in un'angosciosa incertezza che mi dà il coraggio di dirle: parli a quella persona, gliene dò pieno arbitrio . Io non vedo altro modo da uscirne s'ella lo crede conveniente, e se la vita -ritirata, le necessarie precauzioni, il lavoro, la salute non le renderanno ciò difficile o impossibile, lo faccia. Metterne a parte una terza persona, non voglio Confido intieramente nella delicatezza di lei come nella onoratezza del giovane.
Se non se ne può assolutamente occupare, credo che mio zio potrebbe egli stesso parlargliene. Le informazioni ch'egli domandò, le ebbe dal Dri Bcrtaui e Io hanno soddisfatto e disposto favorevolmente per Ini. Mi perdoni il disturbo che le do e mi voglia sempre bene.
Dio sa come riéscirà. Spero che la memoria di mia madre, l'affetto e la stima del mio buon pappa e l'amore stesso mi faranno buona e coraggiosa in qualunque circostanza. Le mando un saluto di Alino e delle Caronti che presto le scriveranno.
Addio, mi creda nff.nw Elena.
i) La sorella minore di Elena. Vedi Profazione.