Rassegna storica del Risorgimento

QUADRIO MAURIZIO ; CASATI SACCHI ELENA
anno <1936>   pagina <1541>
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Maurizio Quadrio nelle lettere ad Elena Casati 1541
ai librano i destini degli indivìdui e delle nazioni, l'offerta della virtuosa fanciulla, il ugrificio eh essa fa di qualche ornamento, d'un divertimento e fors'anc-hc del necessario.
Ora veniamo al punto essenziale della nostra corrispondenza. Ascoltatemi e aiate buona e ferma come vi ho conosciuta. Prima di risolvermi a parlare direttamente dell'affare in que­stione alla persona interessata, ho voluto espcrimcntare di assumere privatamente tutte le informazioni necessarie intorno al fatto che a voi ed a me premeva di conoscere. Vi confesso che, per quell'affetto paterno che vi porto, sentivo, come se fossi stato voi medesima, una certa ripugnanza ad aprire ad altri un segreto del cuore che ordinariamente non si confida che ad una madre: sentiva, senza potermelo spiegare, la dignità virginale. Ho voluto quindi serbare il mio segreto, finché ogni altro mezzo di sapere la verità mi fosse mancato. Vi sono riescito e il segreto è ancora nostro. Ecco il riassunto delle informazioni che ho fatto prendere da persona amica e sicura, per conto mio, come se avessi avuto interesse a saperle per altri miei fini. Voi potete esser sicura che le informazioni sono esattissime, perchè mi furono rivelate da chi conosce perfettamente la vita intima dell'amico in discorso. Or sono due anni, ebbe a far capire che il suo viaggio a Zurigo gli aveva lasciato dolci e care memorie; parlava talvolta con affetto di una fanciulla che in quella città gli aveva ispirato simpatia e stima; ma, mode­stissimo com è, non vi associò mai progetti o speranze d'avvenire, tanto perchè povero, quanto perchè non s'immaginava poter essere corrisposto. Voi ben capite ch'io intendo solo accen­narvi il fatto; le spiegazioni che ve ne do sono mie, e argomentando dal di lui carattere, le credo naturalissime. Certo egli, nei rari intervalli di confidenza all'amico suo, non gli ha espo­sto la concatenazione dei sentimenti che mano mano succedevano in lui. Riprendo la serie delle informazioni. H sentimento nascente ch'egli aveva portato via da Zurigo, non alimentato da speranze fatare, né da lusinghe di corrispondenza, né associato a veruna possibilità di realtà, né mantenuto vivo dalla vita della persona desiderata, né incoraggiato da veron'altra circostanza, scemò poco a poco e si trasformò in una lontana ricordanza di cosa cara, come è dolce rammentarsi i sogni d'oro dell'infanzia. In questo tempo sua madre venne di Lombar­dia a star con Ini, e fu una vera consolazione per lai poveretto che, malaticcio e sofferente sempre della sua antica ferita, ha bisogno piò che altri, di affetto e di sollecite core. Probabil­mente (ma non lo so di certo) fa sua madre che gli suggeriti pensiero di collocarsi; acconsenti e, gittati gli occhi sopra una giovinetta che mi dicono essere buona e bella, già da un anno ha impegnato la sua parola con essa, e la loro unione non dipende piò che da aggiustamenti di famiglia.
Vedete, cara figlia mia, che il vostro vecchio pappa non ha voluto celarvi nulla della verità. Altri vi avrebbe forse fatto sapere a once a once il fatto sincero, avrebbe involto di precauzioni e di dubbi la verità, e forse avrebbe voluto lasciarvi qualche speranza. Io vi amo troppo ed ho troppo alta stima del vostro carattere per nascondervi la minima cosa. Il segreto vostro. vi appartiene ancora tutto intero; e se voi foste una fanciulla ordinaria, vi direi che, salvando la vostra dignità femminile, avete salvato tatto e che dovrete consolarvi; ma voi, per il vostro cuore e per le rare doti del vostro spirito, siete qualche cosa di piò d'una donzella buona e bella; e il vostro conforto vi deve venire da piò nobile sorgente che non da quella. Voi dovete comportarvi, pensando che, se la vostra felicita ha incontrato un intoppo su quella via, ciò non è per colpa vostra, né per colpa sua. La fortuna può a sua posta esservi ostile, ma non avrà ragione contro di voi. Se le vostre interne speranze non si sono potute realizzare, egli è perchè voi foste timida e pudibonda, come s'addice a una vergine; egli è perchè egli fu modesto e delicato, come conviene a giovane a cui voi avevate consacrato un pensiero. I vostri sentimenti erano così puri, il vostro intento cosi nobile, che voi potete bensì sospirare di non vederli attuati, ma non avete motivo di arrossirne e di penthrvene. Se vi dicessi di non piò pensarvi, pretenderei una cosa ingiusta e impossibile. Pensateci dunque con dolce mestizia, come a un bel sogno svanito, come si pensa ad un amico morto o lontano, come pensate spesso al sorriso