Rassegna storica del Risorgimento
QUADRIO MAURIZIO ; CASATI SACCHI ELENA
anno
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1936
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pagina
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1547
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Maurizio Quadrio nelle lettere ad Elena Casati 1547
XX.
Nostra cara e buona Elena!
M'affretto a dirvi che i bagni e il riposo continuano a produrre buoni effetti sulla salute dell'amico assente in Siviera di Ponente.
Ho cominciato col darvi quella consolante notizia perchè mi perdoniate più facilmente il tono arido e noioso della mia lettera. O figlia mia, scrivetemi spesso, che ho proprio bisogno di sentirmi confortare dall'affetto d'un nobile cuore. Voi Bapete il costante pensiero della mia vita, e sapete che m'occupo senza posa dei mezzi di tradurlo in fatto: ora, da tre mesi quella occupazione è più intensa e più seria, e vi potete immaginare in che tensione ed ansia dev'essere l'animo, e quali vicissitudini di speranze e di dolori l'agitino. È lotta insistente contro ostacoli rinascenti di parsone e di cose. Quante delusioni, amica mia, mi tocca provare e celare 1 *) Se in giorni più felici mi sarà dato sedere al vostro focolare, con uno dei vostri figli che mi si arrampicherà sulle ginocchia, con voi seduta tra me e vostro marito, vi racconterò la storia ìntima di ciò che ho veduto, udito e sofferto e di quel poco che ho potuto fare in questi ultimi tempi, avverrà che la vostra mano stringerà- la mia e mi direte: povero papà! Se dunque tra le consolazioni dell'avvenire m'immagino quella d'essere ascoltato e compassionato da voi, potete ben credere che desidero oggi e chiedo il conforto delle vostre lettere.
Ora avrete compreso che, senza essere precisamente ammalato, io possa essere talmente mal disposto, afflitto e occupato, da parervi forse troppo di malumore e noioso. Non me ne vogliate male perciò!
Avete capito di chi volevo parlare, quando vi mandavo il saluto personale di P.? Egli ve lo ripete anche oggi.
I fastidii non vanno mai soli. Intanto che mi struggo qui di cose serie e sovente tristi ricevo dal C Ticino lettera, ohe mi annuncia essere la città di Como infestata dal tifo. Q mancava questa! E vero ? Per l'amor di Dio, mia cara, mia buona Elena, abbiatevi cura! voi siete certamente indebolita dalla febbre,2) e il tifo s'appiglia di preferenza alle costituzioni già indebolite da malattia anteriore, quando s'ha la disgrazia di ricadérvi. Il tifo malattia essenzialmente nervosa prende volentieri principio dallo stomaco. Guardatevi dunque, nostra buona Elena, dal mangiar troppo frutti, principalmente se acerbi: mangiate sovente e non molto alla volta: se non avete ripugnanza, ponete un po' di pepe, o garofani, o cannella nei cibi: schivate i latticini, e bevete almeno un bicchiere di vino vecchio puro al giorno. Erogatevi colla mano bagnata di acqua sedativa di Raspai!, sera e mattina, il cavo dello stomaco, e quando vi duole il capo, fasciatelo con un fazzoletto ben imbevuto di quell'acqua. Fate un po' di moto ogni giorno. Ve ne prego: se non sentite gran vocazione a usare quelle precauzioni, poiché vi so coraggiosa e poco curante di voi medesima, fatelo per compiacere al vostro amico. Sarò inquieto fino a che non me l'avrete promesso; e presentemente che avete fra voi quella brutta malattia bisognerà che mi scriviate più spesso. Mia cara figlia, sento che ho proprio bisogno della vostra vita; ogni pensiero che voi possiate ammalarvi mi fa male. E se mi moriste, Dio mio! non voglio, non voglio! e son persuaso che non lo vuole nemmeno l'amico della Riviera: perchè, senza saperne il perchè, non ho perduto la speranza di vedervi felice con lui;
1) Allude al lavoro intenso del partito mazziniano, ai dissensi fra i patrioti, alle defezioni, ecc. Vedi prefazione. In quell'epoca, anche Mazzini era a Genova.
2) Vedi lettera precedente.
29 L [56].