Rassegna storica del Risorgimento

QUADRIO MAURIZIO ; CASATI SACCHI ELENA
anno <1936>   pagina <1555>
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Maurizio Quadrio rustie- lettere ad Elena Casati 1555
XXXV.
13 aprii [1857]. Gara e buona Mena nostra l
Avete voi ricevuta una mia del 2 corrente, nella quale v'annunziava una cassetta di aranci 2
L'oggetto della presente è unicamente per informarmi se quella cassetta vi è pervenuta, essendo stata messa alla diligenza lo stesso giorno 2 aprile. E non è già per ecci larvi ad accu­sarmene ricevuta, e voi lo crederete bene. Ma egli è perchè da varie esperienze so che la spedi­zione dei pacchi e colli si fa qui con molta negligenza: tempo fa, avendo spedito una cassetta a mio fratello, vi arrivò in 40 giorni, rotta e gli aranci decimati. Egli è perciò che vene chiedo contezza a fine di ripararvi se fosse avvenuto ritardo o smarrimento. La vostra ultima è quella del 26 p. p.
Non ho ancor veduto il vostro terzo regalo.
Benché il motivo di questa mia sia totalmente materiale, sarei matto se non ne profittassi
per mandarvi un paterno affettuoso saluto.
Amate il vostro vecchio papa
Luigi. Datemi notizie di Buenos Àyres. *)
XXXVI.
6 maggio [1857]. C Elena nostra!
Dopo la vostra del 10 aprile, colla quale mi facevate sperare di vedervi ben presto, me ne stetti cheto aspettando. Sareste mai ammalata, mia cara e buona figlia ? Sapendo quanto siate buona e affezionata al vostro vecchio papà, non vi nascondo che la mancanza di vostre notizie m'inquieta. Sono talmente abituato a vedere hi fortuna contrariare le mie più dolci speranze, che appena formo un desiderio m'aspetto che non sarà esaudito, e appena mi sono affezionato a qualcheduno, comincio a tremare che ci colga un sinistro, quasi il mio affetto portasse sventura. Scrivetemi dunque presto e toglietemi dall'inquietudine. Ch'io vi sappia sana è tranquilla almeno.
Ho ricevuto nel mese scorso dieci o dodici lettere da mio fratello; 2) non ve n'ha nem­meno una che non contenga espressioni d'affetto per le sue buone amiche di Como e special­mente per voi. Ieri, rovistando nel mio baule, vi trovai il temperino e le forbici, tolti da me al vostro portafoglio per farli annotare. Siccome sono un pò* superstizioso in ciò che riguarda ìl dominio morale, mi sono rallegrato che involontariamente mi sia astenuto dal farvi quel regalo. Sapete che il cambio di istrumenti taglienti, fra amici, è di cattivo augurio, perche tagliano, secondo le credenze popolari, l'amicizia. Scrivete, per Dio, che siete sana e vi perdono il lungo silenzio. La salute del giovane amico è sempre In stessa: né su né giù.
Per vostra norma non ricevetti più nessuno dei regali che i vostri amici solevano mandarmi.
Cristina, sua madre, il barcaiolo e il dottore vogliono esservi ricordati. 8) Non so più nulla
di B. Ayres: ditemi voi gualche cosa dei nostri amici. II29 era giunto a Lisbona uno dei vapori
che vengono da B. Àyres a Genova. Probabilmente fra pochi giorni sarà qui.
Scrivetemi e vogliatemi bene.
U vostro vecchio papà
i) A Buenos Ayres dal 1856 si trovava la sorella di Elena, Adele.
2) Nel mese di maggio, Mazzini tornò di nuovo a Genova e vi giunse la notte dell'll. Vedi lettera di lui a Emilia Ashnrst del 12 maggio... Arrivai la notte scorsa,... ecc. .
3) Vedi lettera XXVIII, nota L