Rassegna storica del Risorgimento
QUADRIO MAURIZIO ; CASATI SACCHI ELENA
anno
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1936
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pagina
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1557
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Maurizio Quadrio nelle lettere ad Elena Casati 1557
Conservatevi buona come lo siete, e possa Dìo destinarvi a fare la felicità d'un uomo che aia degno di voi.
Non vi dico oddio perchè spero di rivedervi. In ogni caso però, quando penserete alla
santa anima di vostro madre, ricordatevi anche del
vostro vecchio amico
Maurizio.
XXXIX. Nostra buona Elena 29 agosto [18571.
Soltanto oggi ho la vostra del 20: dall'afflizione in cui m'aveva gettato il vostro lungo silenzio, argomento il dispiacere da voi provato per la mancanza di mie lettere. Non so come le cose vadano; ma sappiate che, giunto appena a Villeneuve la sera del 18 luglio, non volli coricarmi prima di avervi scritto, e che portai io stesso a mezzanotte alla posta la lettera a vostro indirizzo. Tre giorni dopo vi riscrissi da Lausanne,1) poi, mortificato del vostro silenzio, addolorato e sbigottito mi tacqui.
Certamente, ho trovato amici anche nella cattiva fortuna; ma non posso mai dimenticare, che appartengo al partito dei vinti e dei poveri, e che in generale il mondo li abbandona facilmente. Quindi, sebbene io sia quasi sempre stato onorato dall'amicizia di qualche buono, tuttavia ho provato molte delusioni, e alcuni di tanto in tanto si sono a poco a poco raffreddati e allontanati da me. Per conseguenza, senza sentirmi perciò nessuna ira contro il mondo, m'è nondimeno rimasta una buona dose di diffidenza, e appena mi par di vedere tiepidezza o negligenza negli amici miei, mi ritiro in me stesso, o, se volete, mi concentro nel mio orgoglio,
ke non faccio moto alcuno per richiamarmi all'amicizia di chi mi sembra essere abbandonato. Posso certamente aver torto nella mia diffidenza, e con gioia m'accorgo aver avuto torto con voi: ma, cosa volete ? sono fatto cosi, e sarò così finché arrivi ad essere del partito dei vincitori. Quando non sarò più fra i vinti e i poveri, sarò al contrario io che andrò, per così dire, mendicando la relazione dei tiepidi amici.
Hi sono ingannato, e siate benedetta per avermi dimostrato il mio torto e per avermi levato una pungentissima spina dal cuore. Perchè bisogna pur che Io confessi hi mia affezione per voi è divenuta per me un dolce bisogno, e se fossi privato della vostra, soffrirei troppo.
Ho scritto e continuo a scrivere pel giornale;2) ma dubito che la retribuzione venga.
Capisco il perchè voi prendiate Marina con voi, ma non comprendo che vi sia per la Signora Isabella necessita di emigrare, se non fosse la povertà: nel qual caso comprendo il vostro cuore. Ho tanto furiosa impazienza di salutarvi e di dirvi che siete la mia buona e cara figlinola, che, non ho la pazienza d'aspettare per decifrare le ultime lince che mi venga da una città vicina un plico di carte dove si trova la nostra chiave.
Di temi intanto ciò che sapete di Giuseppe, diKoggero, di Miss White:3) impiego te pure la cifra.
Come vi dissi, non ho avuto nessuna delle vostre lettere, per conseguenza nemmeno i biglietti incinsi.
L'indirizzo a voi dato è stato guastato, ed è un miracolo se quella del 20 m'è pervenuta.
Ecco il vero indirizzo (ritagliato un terzo di pagina)
Salutate le amiche di Como, e lasciate che vi baci le mani cento volte per rifarmi del dolore che ho provato.
Amate il vostro vecchio Papà.
1) Sono le peregrinazioni del Quadrio, dopo i falliti tentativi d'insurrezione del "57. Vedi Prefazione.
2) L'Italia del Popolo.
3) Compromessi politici per il fallito moto di giugno in Genova. Poggerò fervente mazziniano, in casa del quale abitavano, nel giugno del '57, la Jessic White e la Elena Casari.