Rassegna storica del Risorgimento
QUADRIO MAURIZIO ; CASATI SACCHI ELENA
anno
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1936
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pagina
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1560
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1560
Evelina Rinaldi
sposa o madre. E se questo mìo presentimento si realizza, si verificherà pure il rimanente del sogno che un giorno vi raccontai, nel quale mi pareva di visitarvi in una ridente villa e di gìno-carc con figli vostri e con quelli della Bianca, colla nazione italiana libera intorno u noi. È verissimo, come voi dite, ch'io ebbi il presentimento d'un pia lieto avvenire per voi, che tanto lo meritate: non saprei spiegarvcne il come, ma l'ebbi. La natura ha ancora dei gravi segreti che nasconde all'uomo, e hi genesi dei presentimenti è uno di questi misteri. La verità è un immenso poliedro di cui l'umanità scopre progressivamente le faccette, è un gran libro di coi di quando in quando si logge una pagina: quante faccie abbia il poliedro, quanti fogli abbia il libro, non si sa. Un giorno si conoscerà pienamente la vita, per così dire, personale dell'anima, e lo operazioni in certo modo clandestine che compie indipendentemente dai sensi, e all'insaputa della ragione: i nostri figli si meraviglieranno come mai non abbiamo indovinato il mistero del presentimento.
Un giorno, o piuttosto una sera, anni sono io assisteva a un meeting in cui parlava Mazzini del diritto che ha l'Italia a una completa indipendenza, e del dovere che incombe agli Inglesi di ajutare i loro fratelli d'Italia a riconquistare quel diritto. Mazzini non è oratore nel senso che comunemente ha questa parola: egli stesso sente gran ripugnanza a parlare in pubblico, particolarmente se viene anticipatamente pubblicato l'avviso, di modo che la gente vi accorra come ad imo spettacolo. Ma se, trovandosi a caso in una società, viene incidentemente interrogato sopra questioni che l'interessano, allora diventa oratore senz'accorgersene ed è eloquen-tissimo. Quella sera, non so come avvenne, s'infiammò dell'argomento che aveva cominciato a trattare quasi con imbarazzo, lasciò da patte la carta sulla quale aveva tracciato alcune note, e parlò come sentiva in quel momento. Mai non accadde di udir parole così eloquenti. L'uditorio aveva perfino cessato dalle solite acclamazioni, e lo ascoltava in un profondo silenzio-Verano molte signore, e più d'un fazzoletto bianco asciugò begli occhi. Finito il discorso, e sceso l'oratore nella sala, fu circondato da molti amici e curiosi. Fra questi due ragazzine staccatesi dalla folla (appartenenti probabilmente alla piccola borghesia) gli si accostarono. La più. grandicella offerse per la causa italiana alcune monete d'argento, che erano probabilmente il suo piccolo peculio del mese; l'altra, non maggiore di otto o nove anni, gli disse cogli occhi pergni di lagrime; Io non posso fare altro per la vostra infelice patria che pregar Dio per essa. Se hi preghiera ha qualche valore, vi prometto di pregarlo ardentemente. Ciò detto l'angioletta diede all'uomo canuto la sua bella manina da stringere, Io guardò fisso, fisso e se ne andò. L'adorabile creatura aveva gli occhi scintillanti. Amava e credeva.
La conclusione di questa narrazione si è che io voglio modestamente paragonarmi a quella bambina. Io desideravo ardentemente la vostra felicità e il desiderio d'una cosa giusta equivale certamente a una calda preghiera. Ebbene: non voglio dire mo* che la mia preghiera facesse venir le cose a quel punto che oggi vi rende cosi contenta: ma non sono lontano dal pensare che l'anima concentrata in un forte sentimento possa avere un barlume dell'avvenire, g. dù sa che un vivo desiderio non sia per avere una forza magnetica anche al di fuori di sé ? Se io non avessi il presentimento che la nostra patria presto o tardi non importa sarà un giorno libera e grande, forse mi ucciderei disperato: quella certezza profetica mi fa invece sopportare con animo sereno non solo le miserie volgari della vita, ma ben anche altri doveri nemmeno indovinati. Presentii dunque la vostra felicità e l'amico vostro m'ha dato ragione. Io presento pure che vói non cesserete di amare la patria e di njutarla nella misura delle vostre forze. Non e vero che voi mi darete.ragione anche in questo ? Pensate che nella nuova vita che state per cominciare, voi dovrete amore la patria non solo per voi, ma anche per esseri che verranno da voi. Un doppio dovere peserà su voi, il dovere di procurare, per quanto sta in voi, che vostri figli non abbiano una patria schiava.
Avrei desiderato ancor io rimanere in Italia, e ho fatto tentativo per ritornarvi, ma non
riuscii.