Rassegna storica del Risorgimento

QUADRIO MAURIZIO ; CASATI SACCHI ELENA
anno <1936>   pagina <1561>
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Maurizio Quadrio nelle lettere ad Elena Casati 1561
V. 22.15. 2. IH. 1. 2. il cugino di TV. 26.31.28. 8.10.12.14.16 si ora offerto, poi manco... I. 3.16. 4.6. S. 19.18.24. 28.20 25. 26. 27. 6. 5.12 V. 2.12 I. ll.tf. 21. 22. VII. 5.13.17 6. 5.17.12.11. g V. 2. 4. 3.1. 16.15. e HI. 1. SS 2. 6. 27. 25. II. 7. 9. HI. 11.10.6.7. Vili. 10. 7. VU. 5.13. 2. V. 6. 5. 1.17,16. 21. 2. 3.10 Vi prego di avvertirmi se cangiate di paese*
Restituite il saluto all'amico vostro, e credetemi
il vostro vecchio papa.
XLV.
19. 58. Cara figliola
M'affretto a dirvi, per vostra tranquillità, che i miei timori riguardo alla salute di Giuseppe 1 ) erano esagerati: è infermiccio, ma finora non v'jha nulla di grave. Ciò che ci aveva allarmati si era che, dopo una violenta eruzione cutanea avvenuta fino in agosto, gli era rimasto un continuo scolo all'orecchio: egli aveva fatto cessare quello scolo, e poco dopo gli era venuto mole alla gola: noi avevamo quindi temuto che il male andasse a collocarsi in parti più nobili. La cosa però sembra aver preso miglior piega. Se Dio vuole, saremo preservati da disgrazie. Tanto, per Pippo. Il resto poco importa (tagliato il foglio).
XLVI.
Buona Figliuola nostra
Ecco* dopo quasi tre anni di silenzio* la vostra prima lettera; non ne ebbi altre. Tuttavia in ogni tèmpo e in ogni luogo ove mi sono trovato, cercavo premurosamente notizie di voi, e ne raccolsi sovente. Nella mia frequente locomozione mi sono trovato una volta non lontano da voi. Ho saputo che siete contenta e che, a compiere la vostra felicità domestica, Dio v'ha, concesso un bambino.
In quanto a me, la vita presente è come la passata, vita solitaria e mesta. So che mi volete bene, e la vostra affezione, benché priva di quelle dimostrazioni che comporta la vicinanza, ni' è carissima e getta un raggio di luce atti tristi miei ultimi anni. Siate sicura d'esser corrisposta e m voi e nel vostro bambino. Cresca egli sano, sia bnono, e, se è possibile, felice.
Mi si disse a Genova che eravate un po' affievolita dalle cure della maternità. È vero? Fatemi sapere per mezzo della vostra buonissima Jessie, come state.
Per gentilezza in voi ingenita, mi parlate di mio fratello: è impossibile che egli vi sia stato cortese. Non mi ama ed è dire ancor poco.
Avete veduta la mia vecchia casa ? Abbandonata e deserta, dev'avere un aspetto squallido* Non vi sono ancor ritornato ! Addio. Non conoscendo il vostro indirizzo, trasmetto hi presente a Jessie. Ricordatemi alle vostre sorelle; e se sarò ancor vivo, allorché il vostro bimbo inten­derà le vostre parole, ricordatemi allora anche a lui. Parlategliene come d'un buon uomo che amava molto la madre e la nonna di lui.
Il vostro vecchio amico
Maur. Milano, 9-60.
i) Mazzini*
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