Rassegna storica del Risorgimento

QUADRIO MAURIZIO ; CASATI SACCHI ELENA
anno <1936>   pagina <1562>
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1562 Eveh'na Rinaldi
Cara e buona figliuola Genova, 16 marzo 1872.
Elena nostra
Ebbi In vostra letterina. Dal mio e dal nostro dolore comprendo il vostro. Hi sento incapace di parlare e di scrivere.
Voi sapete che voi eravate fra le pie donne da lui amate, e in un suo biglietto del 4 mi pregava di ricordarlo con affetto a voi. Avendo l'abitudine di bruciar tutto, non bo forse nna linea sua per memoria, e non posso mandarvi quell'ultimo ricordo.
Arrivai da Roma troppo tardi.
Vi rammentate i versi del Petrarca sulla morte di Laura?
Pallida no, ma più cbe neve bianca,
Gbe senza vento in un bel colle fiocchi,
Parea posar come persona stanca.
Un sì dolce dormir ne' suoi begli occhi,
Sendo Io spirto dal suo fral diviso,
Era quel che morir cbiaman gli sciocchi.
Morte bella parea nel suo bel viso ! .
'Nel guardarlo riposare, mi pareva che dormisse, e la sua bocca si atteggiava quasi a quei mesto incantevole sorriso cbe voi gli conoscevate. Non ebbe parola amara per nessuno: le ultime parole che mormorò fra di sé, furon queste: Garibaldi se... potuto . Le ultime lettere di Garibaldi gli avevano fatto male, non per se, ma come segno di guasto insanabile. Allora mi vennero in mente i versi di Petrarca; ed è singolare che dal 1849, quei sette versi furono sempre la chiave della cifra delle nostre lettere.
Egli non è morto, per sé: ma per l'Italia è morto davvero. Questo affaccendarsi per monu­menti mi dà poca speranza pel nostro ridestarsi.
Siamo nna bottiglia di gazeuse che se ne va in schiuma. Poveri noi.
Di Sarina e degli altri nostri, non vi dico nulla. H duolo è profondo e strazia.
Addio Achille. Il vostro
Maur. Telegramma di Jessie VPhite Mario
ad Elena Casali Sacchi Mantova.
Roma giorno
14 I n
I Maurizio mori stamane quarto dopo mezzanotte.
mese Quindici ore agonia. Saluta tutti
Jessie.