Rassegna storica del Risorgimento

BUBNA FERDINAND ANTONIN
anno <1936>   pagina <1565>
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Appunti, notine e varietà 1565
purtroppo scorse di stranieri, clic seppero assolvere il loro ingrato compito con meno asprezza e un più largo senso di umanità, lasciando, so non erediti d'alletti, largo e legittimo rimpianto. Era queste, il Buona è certo al primo posto. Egli, alla perizia militate seppe sempre congiun­gere una fine arte diplomatica, riuscendo, ìn iquèi tempi estremamente gravi e agitati, ad evitare peggiori guai tanto per l'Austria elio fedelmente serviva, quanto per i suoi indocili sudditi italiani.
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Nato a Zainek in Boemia nel 1768 da vecchia e nobile famiglia, entrò giovanissimo nello esercito, partecipando attivamente a tutto il lungo periodo guerresco della rivoluzione e dello impero, alternando alla movimentata e rischiosa vita del. soldato sui eampi di battaglia, quella ardua ed abile del negoziatore. Fortunata e rapida fu la sua carriera. Nel 1809, già tenente gene­rale, partecipò alle trattative della pace di Vienna; al termine della spedizione di Russia del '12 fu inviato a Parigi quale rappresentante militare dejl-Aiùstria. DopoWingressó degli alleati a Parigi, il Bubna ebbe l'incarico di prendere possesso in nome del monarca sabaudo e delle potenze alleate del Piemonte di Savoia e di Nizza e ne venne il 24 aprile 1714 nominato governatore provvisorio. Spettò così a lui di accogliere Vittorio Emanuele I di Sardegna, che ritornava nella sua capitale dopo 16 anni di esilio. Al ritorno di Napoleone dall'Elba, alla testa della seconda armata egli raggiunse Lione, dove rimase quale governatore fino al completo ritiro delle truppe alleate, i)
Terso la fine del '15 egli venne inviato a Milano, dove assunse la carica di vice-comandante militare in Lombardia e contemporaneamente, per incarico del Cancelliere che aveva impa­rato ad apprezzarne il tatto, l'accorgimento politico e l'energia la direzione di quel servizio d'informazione segreto e personale al di fuori e al di sopra delle autorità dello Stato, che aveva per compito di scoprire e fiaccare il lavoro delle sette contro la reazione imperante; incarico certo ingrato, che egli seppe assolvere con senso di responsabilità, svalutando spesso e volentieri le basse e interessate delazioni di avventurieri, confidenti, spie, che facevano capo alla sua persona e che egli in cuor suo detestava. Nel 1818 ebbe il comando generale militare della Lom­bardia che tenne fino alla sua morte, conquistandosi larghe simpatie per aver mantenuto nella truppa la più rigida disciplina e dimostrato verso la popolazione civile quella moderazione colla quale in certi momenti decisivi seppe scongiurare conflitti sempre incresciosi e inutile spreco di sangue.
In quegli anni succeduti al trattato del '15, tornò in fiore il vangelo della diplomazia rea­zionaria, opposta ad un'idea grande e feconda apportatrice e custode gelosa dell'avvenire, quella delle nazionalità. Le menti erano state troppo colpite dalla grandezza degli avvenimenti trascorsi', perchè di punto in bianco si riadattassero al sepolcrale silenzio imposto da Vienna. Impedita la gente di esprimere alla luce del sole la sua patriottica passione, prese l'abitudine di cospi­rare; e le congiure furono cosi il primo accenno ad una dichiarazione di guerra implacàbile e cagione di lutti gravi alla patria.
Anche ai confini della Lombardia, lo spirito della rivolta si estendeva minaccioso. L'Austria che considerava l'Italia parte integrante dell'impero, perchè anche dove non dominava per diritto di conquista, imponeva la propria volontà coi trattati, colle parentele, con le promesse d'aiuto, ordinò olle sue troppe nel febbraio del '21 di passare il Po per soffocare il principio d'incendio nell'Italia meridionale, mentre altro incendia stava per divampare anche al nord, dove i Carbonari piemontesi, che si erano stretti in temuta lega coi Carbonari lombardi, vole­vano la guerra all'Austria e la costituzióne spagnola.
La partenza dell'esercito austriaco, che si recava a soccorrere il re di Napoli, il
e ritornava nei suoi stati da nemico, parve a molti il momento opportuno. Sembra
X) Oesterr. milit. Zeitschrifi, Wten, 1826, V hf. pp. 119-151; I. RrrrENSBisnc. Biographien dea aus gerrichnesten verstorbenen und lebun dèn Freikerrn dea K. K. vest. Armée aus der Epoche der Feldzìigen 1788-1821, Prag, 1822, p. 675; HQBSIAYR, Taschenbuch fìir vaterlindesche Ges-clùclite., Wien, 1825, a. VI, p. 63; Nuovissimo elenco degli uomini illustri di ogni età, Milano, Pezzoli, 1854, v. VII, p. 680.
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