Rassegna storica del Risorgimento

BUBNA FERDINAND ANTONIN
anno <1936>   pagina <1566>
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1566 Appunti, notizie e varietà
che x dominatori non ignorassero queste segrete mene e vi fu penino chi pensò che l'ardito movimento suscitato dai Lombardi fosse agli Austriaci gradito, per aver cosi pretesto di direttamente interes6arEÌ alle cose piemontesi. In ogni modo è certo che per le relazioni che il conto Bubna aveva in Piemonte, previde i moti che colà si preparavano e che ai svolsero con grande rapidità., senza però che l'impresa mal preparata, da alcuni! combattuta, da altri sospettata, potesse avere un sedo svolgimento nei falli. H generale Bubna, anche in seguito agli ordini ricevuti dal suo sovrano, non indugiò a ricondurre ad ogni costo la tranquillità nel limitrofo regno, decidendo di intervenire. Così mentre egli e i suoi ufficiali la sera del 6 aprile si mostravano in teatro e in società per non destare allarme, nella stessa notte le sue truppe ebbero l'ordine di partire: altre si raccolsero l'indomani lungo il Ticino presso Pavia, Abbiate* grasso e BufFalora. avanzando da questi tre punti oltre il fiume in territorio piemontese.
Rapido fu il successo di questa annata di occupazione austriaca da lui stesso diretta. Già al quinto giorno dall'inizio di questa breve campagna in paese insorto ed armato, vennero ripristinati l'ordine e il governo di Carlo Felice, dopo che la fatai Novara si tinse di sangue fraterno. Ancora il 9 maggio il Bubna, dopo essere entrato colle troppe del Latòùr adorino ed aver prese le più acconcie disposizioni per assicurare la sua missione, fece ritorno a Milano, mentre parte delle sue truppe rimanevano ancora per consolidarvi l'autorità e l'ordine.
Domata l'insurrezione in Piemonte, riafferrato in pugno il dominio duetto o indiretto su tutta 1 Italia, l'Austria capi che solo il terrore avrebbe potuto aver la potenza d'acquietar la la penisola. Era il ferreo spietato programma di Mettemich, l'unico uomo di stato del tempo, che infrangeva quei tentativi generosi, tanto più facilmente in quanto a quelle magnanime congiure mancava allora una mente direttiva, uno di quegli uomini provvidenziali, che sanno nei momenti supremi raccogliere attorno a sé tutte le forze di un paese, eccitandone le passioni più nobili. Cominciò cosi la lunga serie dei processi dei Carbonari, doloroso capitolo della nostra storia, scritto col sangue di tanti martiri.
Il Bubna, ascoltato fiduciario politico del Cancelliere, era in grado più di ogni altro di misu­rare le conseguenze di quel falso, sistema coercitivo manifestatosi con una recrudescenza di insurrezioni e di congiure da parte dei sudditi ribelli. E, come ne fanno fede gli innumerevoli suoi rapporti al Mettemich, contenuti in cinque voluminosi mazzi d'atti, conservati ancora in gran parte nell'Archivio di Stato di Yicnna, egli conscio di non poter fare i conti senza hi parte sana e forte dei cittadini, nei quali mai si spense il sentimento della riscossa, non tralasciava di rispettosamente raccomandare al suo potente supcriore meno accanimento nell'azione repres­siva, onde evitare che insormontabile divenisse la barriera d'odio fra dominatori e soggetti, barriera che il Cancelliere stesso caratterizzava a una delle piaghe più velenose dell'impero ! per suo conto anzi cercava coi mezzi in suo potere, di attenuare le conseguenze di questa poli­tica da lui deprecata.
È quindi strano che si tramasse di sopprimere proprio lui i) che aveva in cuor suo sempre deplorato la severità dell'Austria nei processi dei Carbonari, a meno che come risultò da uno dei costituti del Confalonieri non si abbia voluto attribuire tale complotto alla istigazione dei patrioti piemontesi, che mai perdonarono a quel generale austriaco la spedizione militare punitiva nel loro paese: fu merito del Confalonieri di aver salvata, col suo energico intervento, la vita all'amico suo e del suo paese.
Delhi umanità del Bubna, del suo affetto peri Lombardi, innumerevoli sarebbero le prove: ci. basti qui solo accennarne due, abbastanza eloquenti, che da sole giustificano il sincero cor­doglio dei Milanesi per la sua immatura fine. Quando il tribunale statario di Milano sullo spe­gnersi del '22, decise l'estradizione del generale Zucchi a quello statario di Rubiera, venne pure dall'autorità militare avviata un'azione nei suoi confronti che però per l'energico inter­vento del generale Bubna non ebbe alcun seguito. -) Nel novembre '21 una commissione straor­dinaria si stabili a Milano coli'incarico di indagare le relazioni passate fra i congiurati lombardi
1) I. BmiEM, / costituti del conte Gonfalonieri a il prìncipe di Carignano, Torino, 1902,
p. 61.
2) A. SANDONÌ, Contributo alla storia dei processi del 'Ventuno e dello Spielberg, Torino,
Bocca, 1911, p. 66 e 421.