Rassegna storica del Risorgimento

RIMINI
anno <1914>   pagina <235>
immagine non disponibile

Il CASI DI RIMINI
DOPO LA RIYOLUZIOSTE DEL 1831 l
La sera del 25 marzo entravano in Rimini gli Austriaci, pronti al saccheggio per la valida resistenza incontrata alle Celle* da parte di pochi ma valorosi italiani. H 27 per ordine del cav. Fla­minio Barateli! di Ferrara, commissario generale pontifìcio3 si rior­ganizzava il governo papale e il 28 Mons. Ottavio dei Conti Zol-lio, vescovo di Riniini, diramava tale avviso ai parroci perchè fosse letto dall'altare.4
L'impotenza direttiva dei capi ; l'attaccamento di buona parte dei romagnoli al regime pontifìcio ; la mancanza d'entusiasmo e di fede nella vittoria definitiva in coloro che, pur partecipando ai moti, non sapevano conciliare la legittima rivolta politica al dissolvente potere temporale, colla coscienza di fervidi cristiani cattolici;5 la propaganda tenace antiliberale da parte dei preti;
i Fonte principale di questo breve stadio è la cronaca medita Memorie Patrie 1831 (nella Gambalunga di Binimi) di FILIPPO GIANGI riniinese, di fede papista ; perciò veramente prezioso laddove si oocnpa, con encomiabile impar­zialità, della parte reazionaria sostenuta dal olerò prima e dopo la rivoluzione.
* È chiamato così il punto (V imboccatura delle strade che conduoono a Cesena e a Ravenna, dove avvenne il combattimento famoso.
3 Vedi Docum. n. 1.
4 Arehiv. Vescovile, titoli 1-2-3. Congregazioni, Benefici, Giudiziario, Cir­colari, del Vescovo ai parroci.
5 L' 8 febbraio 1881 (Aróhiv. Vesoov. cit.) il canonico Macrelli, vicario vesoov. a Sant'Arcangelo, scriveva al Vescovo di Rimini : Sono stato richiesto