Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1936
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pagina
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1571
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LIBRI E PERIODICI
ANTONIO MONTI, Le Réflexions Historiques di Carlo Alberto pubblicate per la prima volta dal testo originale con una introduzione. Collezione storica del Risorgimento italiano. Serie I, voi. XV. Modena, 1936-XIV, in 8, pp. 201. L. 15. "*""
Delle Réflexions Historiques, composte da Carlo Alberto tra l'ottobre 1837 e l'Epifania del 1838, pubblicate in quell'anno, quindi ritirate dalla circolazione per ordine dello stesso Autore come già era avvenuto nel 1827 per i Comes moraux pour Venfance e come avverrà più tardi per le Memorie ed osservazioni sulla guerra d'indipendenza d'Italia raccolte da un ufficiale piemontese, e fatte distruggere nel 1849, ci sono rimasti solo una decina di esemplari. Per comodo degli studiosi Antonio Monti ne ha curata una nuova edizione premettendo un breve studio che inquadra sommariamente l'operetta nell'attività Carlalbertina e nel pensiero della Restaurazione.
Queste Réflexions, infatti, contengono le premesse teoretiche che spiegano gran parte della attività politica di Carlo Alberto, e sono un contributo alla conoscenza del pensiero piemontese della Restaurazione. Forse il Monti non ha creduto sì confaccssc all'economia della sua introduzione sviluppare questo punto, e si è limitato a parlare della Filopatria e del De Maistre. mentre avrebbe potuto rifarsi ed egli medesimo lo accenna a molti altri autori.
Tra essi avremmo voluto posti in evidenza o almeno citati coloro che collaboravano col De Maistre all'amico d'Italia e facevano capo all'amicizia Cattolica torinese; quelli che s'ispiravano agli scritti di Luigi Angolani; e tutta una tradizione radicata nella nobiltà piemontese e savoiarda, della quale ci sono principalissima testimonianza molti passi delle relazioni dei Ministri sardi all'estero, come Carlo Bazin de Chanay, Luigi de Vignet (per citare qualche minore), gli scritti del Solaro della Margarita, del Crotti di Costigliole, di Cesare Balbo, del vecchio Cesare Taparelli d'Azeglio, del vecchissimo Galcani-Napione e di pia altri.
In queste correnti, a cui appartengono le Réflexions. erano assai diffusi i singoli motivi da esse svolti, come l'interpretazione moralistica e provvidenziale della storia, la concezione che fa della giustizia terrena un'espressione della giustizia divina e nella distribuzione dei beni e dei mali analiticamente considerata vede la mano dnnnà, il ricadere delle colpe dei padri sui figli, la celebrazione della fermezza della costanza della serenità, la critica alla riforma come causa di disordine e di intolleranza, la ricerca della libertà nelle vecchie istituzioni, la storia trattata aneddoticamente come favola che insegni.
L'originalità delle Réflexions è dove balza vivo il carattere di Carlo Alberto, che vi si conferma spirito religiosissimo il quale sente profondamente la dignità del ministero di cui è investito, l'importanza capitale dei doveri che incombono ai Sovrani, e spiega con una metafisica religiosa la ragion d'essere dell'assetto dello Stato sardo.
Bossuet, De Maistre e Rosmini avevano trattata la logica divina della storia con acume grandissimo; e l'ultimo, conosciuto personalmente nel 1836 da Carlo Alberto che allora scriveva i Quelqucs pensées, da cui derivò le Réflexions, l'aveva inserita in una concezione generale rigorosamente dedotta. Carlo Alberto è, da un lato, il credente che, per soddisfazione del proprio spirito, trascrive le espressioni dei libri sacri ebe maggiormente lo colpiscono e annota i casi storici vecchi e recenti che paiono confermare una visione generale; ed è, dall'altro, il politico che vuol dimostrare io Forma piana ai sudditi, l'origine divina del potere, la necessità dell'obbedienza, inculcando in essi, col timore medesimo delle peno temporali provvidenzialmente impartite, il rispetto, per le istituzioni religiose e politiche, e che nello stesso tempo vuole ammonire i principi a non cadere nelle reti dei filoso/isti .
Ritiene di vivere in un periodo analogo a anello che vide il prepararsi e il divampare della rivoluzione francese (impressione diffusa tra i suoi contemporanei); e per prevenire gli eventi si dà a giustificare gl'istituti della Monarchia assoluta in continua polemica coi nrévo-lutionnatres , i philosophea , 1 faiaenrs de théorics moderaes . Egli si sente depositario
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