Rassegna storica del Risorgimento
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1936
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1572
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Libri e periodici
di mia missione che ha un'origine divini) : e Le rois sont le ministres de Dicu Hur ccttc terre BUT le tcmporcl: il letrr coofie la défensc de flon église: il exige d'eux qu'ib; s'opposent, au risque de leur vie, aux attaques de l'impiété: tour priitcipal devoir est de diriger la nation qui leur est confiée dans Ics principcs rcligicux qu'il nous a donne: il est impasaiblc a un sonverain de transiger en la moindrc dea choses a cet ègard sans perdrc sou àme, sana atttrer sur sa formile et sur son pays les plus grands chatimenta et malcurs. H est responsable du mal qu'il aurait pu empècher, et lorsque de certains heaux esprits parlent dn progrès dea lumières, de l'eaprit du siècle, des besoins sociaux, ils cherchent a éblouir la faiblcsse dn cceur dea Bouverains, et a les précipiter dans les pina grandea fautes qu'ils pourraieut commettre. Les progrès des lumières dont ila parlent sont più tòt Pobscurantismc de l'ignorance; car ila sont en opposition ou verte avec Dicu; et qui peut lutter en sagessc et en scicncc avec lui? 9. Monito solenne a tutti i principi e anche ai propri discendenti.
In realti, tutte le decisioni che Carlo Alberto prese per assumere una posizione (e fu posizione di condottiero) nella rivoluzione politica italiana, sono ponderate albi luce della sua coscienza che s'alimentava di siffatti principi. Anche per questo il pensiero cattolico della Restaurazione è uno dei più fecondi nuclei dottrinali elaborati nei primi decenni dell'800: esso facendo presa sui sentimenti che erano patrimonio tradizionale di molte coscienze, potè avere grande efficacia pratica.
In quanto espressione di tale pensiero e documento dell'animo di Carlo Alberto, è bene che le Réflexions siano rimesse in circolazione tra gli studiosi da un editore diligente come Antonio Monti.
LUIGI BULFERETTI
FRANCESCO FATTORELLO, Notizie per una bibliografia del giornalismo italiano. Parte generale; Udine, Editrice la Rivista Letteraria, 1936, pp. 116. L. 15.
Questo, come ci dice l'A. nella prefazione, non è che un primo tentativo di bibliografia del giornalismo italiano e riguarda unicamente la parte generale, o, per lo meno, a questa vuole attenersi in modo particolare, benché alle volte si addentri in argomenti più specifici. Ciò dipende forse dal fatto che il Fattorello, trovandosi altro materiale per le mani, non volle sacrificarlo. Non è cosa facile fare una bibliografia del giornalismo, opera invocata dagli studiosi e necessaria per mettere nella sua giusta luce, specie di fronte all'estero, la posizione dell'Italia in questo campo.
Per i singoli giornali del Risorgimento il Fattorello deriva in gran parte le sue informazioni dal Dizionario del Risorgimento, opera di indiscutìbile importanza, ma che per il suo carattere stesso non pud scendere al particolare, ed ecco perchè, nel cenno introduttivo, non vengono ricordati per esempio, tra i giornali di Roma del 1848-49 che il Contemporaneo e YEpoca. L'A. dice di aver tenuto presenti nelle sue ricerche le guide del Fumagalli e del Piccioni, ma ricorda anche altri lavori come quelli del Menghini e del Piccioni stesso. E poiché egli ci invita a dare rettifiche, nuove notizie, aggiunte, ci permettiamo di notare alcune manchevolezze in questa opera, che pur nell'insieme apporta un notevole contributo al tentativo di coordinare un materiale tanto vasto e diffìcilmente raggiungibile.
Nel capitolo sul giornalismo mazziniano vorremmo veder citata la bibliografia del Lodolini e gli appunti del Codignola, in quello dedicato a Roma, lo studio del Calvi sul Cassandrino (La Vita italiana, TI, p. 3). Per il periodo '48-49 si potrebbero probabilmente trovare parecchie indicazioni nell'opera di P. Tommasini Mattiucci: Una pagina di patriottismo umbro (Città di Castello, 1910),. Pensiamo anche che il Fattorello avrebbe potuto servirsi del libro del Bustino, che cita a p. 50 per il Piemonte, anche riguardo a Palermo e alla Sicilia.
Con questo non vogliamo diminuire il merito dcll'A. che ha lavorato con vera passione e con [ri conoscali a competenza, ma spingerlo a completare le sue ricerche, fidandosi un po' meno di quello che è stato compilato da altri, in modo da darci finalmente quella bibliografia del giornalismo italiano, che tutti gli studiosi di Storia del Risorgimento attendono e per la quale gli saranno grati.
EMILIA MORELLI