Rassegna storica del Risorgimento

anno <1936>   pagina <1574>
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Libri e perioditi
OPUSCOLI ED ESTRATTI
ANNALI 1769 - V. n. 14, 1848-49 * V. n. 9. 1857 - V. n. 27.
BALICGO (LORENZO). L ~ P- TOCCHETO, Nel folto dei patrioti lecchesi. Lorenzo Balìcco, bersagliere di Lamarmora,
a cura della Sezione Benito Mussolini dell'Associazione Nazionale Bersaglieri,
Lecco, 1936, pp. 55. Quale devoto omaggio alla memoria di un illustre cittadino lecchese, la Associazione Bersaglieri pubblica questa memoria di Pino Tocchetti. Lorenzo Balicco, nato a Bcnga nel 1827, fu tra i bersaglieri di Lamarmora nel '48 in Lombardia e nel '49 partecipò alla difesa del Vascello. Si ritirò poi a Lecco dove come industriale fondò istituzioni di assistenza agli operai, e, vecchio soldato, comandò la Guardia Nazionale. Egli moriva nel 1894.
BIBLIOTECHE.
2. - R. ZANELLI, La biblioteca municipale Alliaudi, l'Archivio storico e il Museo neWanno
1935-X1II, estr. da TI giornale del Pinerolese, maggio-giugno 1936, pp. 14. Lo Zanelli, direttore della Biblioteca Alliaudi, riferisce sull'attività svolta in questi ultimi due anni. Per quello che riguarda i nostri studi, ricordiamo che la biblioteca di Pinerolo ricevette in dono l'Archivio Cadetti. Esso comprende lettere di Iacopo Bernardi, documenti ufficiato vari e parecchi cimeli garibaldini.'
BOLOGNA - V. n. 27.
BORELLA (ANGELO).
3. G. AIABTINOLA, Appunti storici sulle tipografie mendrinesi Angelo Borellaa e Della
Minerva Ticinese con catalogo delle loro pubblicazioni, Stucchi, Menci risio, 1933,
pp. 39-V. Il Mattinola da notizia di una tipografia che stampò in Mendrisio dal 1835 al 1842. Ebbe una certa importanza-nel primo anno della sua attività, quando pubblicò il Pungolo, giornale liberale, o meglio anticlericale, del quale era anima il Binnchi-Giovini. La tipo­grafia, ceduta dal Borella a D. Rampoldi nel 1836, divenne commerciale, mutando il suo nome in Tipografia della Minerva Ticinese.
BOTTA (CARLO).
4. - G. NATALI, Carlo Botta, estr. dal voi. I delle celebrazioni piemontesi, 1935, pp. 45.
E il testo di un discorso tenuto a S. Giorgio Canavese il 22 settembre 1935, in occa­sione delle celebrazioni piemontesi. Dopo aver parlato della vita del Botta, il Natali tratta dei suoi scritti e della loro importanza letteraria e politica. Carlo Botta fu uno dei restauratori del nostro linguaggio. Avversario del romanticismo filosofico, disconobbe perciò il Medio-evo e si riportò all'età classica: la sua fu storiografia umanistica, ma non per questo meno pregevole. Egh* ebbe poca filosofia: ma molta umanità e moltis­sima italianità. Non è poco .
CACCIA (ANTONIO).
5. - G. MABUKOLA, Un ticinese grande italiano, Antonio Caccia da Morcote (1806-1875),
Àrcheo tipografia, Milano, 1935, pp. 77. L. 5. IP Mattinola vuol rinverdire la memoria di questo medico ticinese, relegato, egli dice in uno strano oblio . Ma come si può chiamare grondo italiano un nomo che, vissuto dal 1806 al 1875, viaggiò continuamente per diporto senza occuparsi attivamente di politica italiana e sfogò il suo patriottismo in bratti versi ?
CANTON TICINO - V. n. 3, 5.