Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA ; NAPOLEONE I ; SAVOIA (CASA)
anno <1936>   pagina <1587>
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La monarchia di Savoia e VInghilterra ndV ultimo periodo, ecc. 1587
esclusa ogni soluzione federalistica del problema italiano e pro­pugnala invece risolutamente l'unità; era acutamente analizzato lo spirito pubblico della nazione, troppo deluso dalle promesse non mantenute dall'Austria e da Napoleone; non si pronunciava sulla religione da accogliersi nella nuova costituzione, per non rica­dere negli errori dell'imperatore francese, e nemmeno si dichiarava
parte allora nocevole, non lo Bara per l'avvenire, poiché fini di accrescere il terzo partito dell'in­dipendenza italiana.
Perduto l'Austria, per quest'ultima guerra e pel matrimonio di Napoleone, tutto il credito in Italia, perdette pare intieramente il suo partito. Questo si è riunito al terzo partito dell'indi' pendenza. U partito per la Francia vi si era già riunito molto prima: sicché uno solo rimane il partito dell'Italia, ed 5 quello della sua indipendenza.
Nessun italiano non sa, né vuole più cosa alcuna aspettarsi da veruna Potenza continentale. Ogni italiano teme ugualmente le mire amiche e nemiche di qualsivoglia di queste Potenze, poiché qualunque mira loro amica, o nemica, lo sa per prova che gli nocque sempre del pari.
Ogni saggio ed illuminato italiano conosce ormai che sola felicità può sperare dall'indipen­denza della sua patria. Conosce che la indipendenza può acquistarla con l'unione; e l'unione degli Italiani é formata, ognuno sa pure calcolare in quest'unione quanto ha forza di territorio e d'uomini l'Italia per ridurla potenza indipendente in Europa.
Napoleone armò e disgustò gli Italiani. Questa falsa politica, giovò per poco alla sua ambizione e nocerà molto al suo Impero. Difatti col disgusto perdette il partito proprio, e accrebbe quello dell'indipendenza italiana. Coll'armi che diede in mano agli Italiani, e colle prove, che nelle varie battaglie fé* lor rinnovare dell'antico valore italiano gl'insegne a conoscere, come lo conoscono, che hanno anche gl'Italiani braccia, armi e tattica bastanti ad acquistare la propria indipendenza. Animati finalmente dall'esempio degli Spagnoli vedono quanto può un popolo* quanto può quello, e quanto in ragione maggiore può valere il popolo italiano disgustato ed illuminato. I saggi però e gli illuminati conoscono ancora che ad acquistare la indipendenza d'Italia potrebbe molto giovare l'aiuto e la buona concordia dell'Inghilterra. Questa Potenza ha tutto intatto, e grande il suo credito, come in ogni parte del mondo, cosi in Italia. Essa come per hi sua lealtà, cosi anche per la sua posizione topografica é in caso di prestare quest'aiuto senza nuocere, anzi giovando all'indipendenza italiana.
H vantaggio che pnò ritrarre l'Inghilterra senza pretendere veruna Signoria in Italia è grande abbastanza. Tolta l'Italia alla Francia tutti i porti italiani sul Mediterraneo e sull'Adriatico sono aperti all'Inghilterra. Essa vi può riacquistare il suo solido vantaggioso commercio. Essa finalmente aiutando a togliere l'Italia alla Francia le toglie la massima risorsa, e dà forse l'ul­timo colpo al suo più grande e più fatale nemico.
A patto quindi che l'Inghilterra nulla più pretenda in caso che desse questo aiutò, io sono incaricato dai primi Capi dell'unione e dell'indipendenza italiana di trattare l'affare. Qua­lora però l'Inghilterra pretendesse per questo aiuto a qualche Signoria in Italia per sé o per altri devo sinceramente, e francamente svelare, che sono proibito di intraprendere qualsivoglia trattativa.
Difatti se si facessero divisioni di Stati in Italia comunque, anco tutti indipendenti, non potrebbe però sussistere l'intiera indipendenza italiana ed ad ogni urto di qualsivoglia Potenza continentale sarebbe al punto di perderla. Soltanto sola ed unita può farsi potenza l'Italia, acquistare e conservare la propria indipendenza.
Se in ciò non si convenisse allora l'Italia continuerò piuttosto a soffrire in pace l'attuale sua schiavitù fin tanto che il tempo e le circostanze maturando sempre più l'unione e le forze degli Italiani darò loro campo a poterai riacquistare da loro soli la propria indipendenza. Per­suaso però ogni saggio ed illuminato italiano che la lealtà e la generosità della gran nazione inglese non presterebbe aiuto che a solo patto di conoscere e far riacquistare all'Italia la sua vera e solida indipendenza, cosi, qualora si aggradisca darne parte ai rispettabili Agenti