Rassegna storica del Risorgimento
INGHILTERRA ; NAPOLEONE I ; SAVOIA (CASA)
anno
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1936
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pagina
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1589
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La monarchia di Savoia e l'Inghilterra nell'ultimo perìodo, ecc. 1589
la seconda con espressioni di riconoscenza e di venerazione per la opera di cui era richiesta, ma non più; alla prima si promettevano ampi compensi di carattere economico, ma non politico. Il disegno, insomma, era tale che poteva essere accolto da tutti gli Italiani, senza restrizioni di sorta, lusingando in essi l'ardente aspirazione alla unità e al regime costituzionale; in altre parole all'indipendenza totale dallo straniero. Era evidente, però, da tutto il contesto, che 1* Inghilterra, in unione all'Austria, nella lotta all'ultimo sangue che stava combattendo con Napoleone, desiderava aver con sé gli Italiani migliori; vinta la dura impresa non si sarebbe curata più delle promesse fatte, se il mantenerle avesse nociuto ai suoi interessi.
Il fatto che il Turri si recava alla Maddalena a render noto il disegno e a perorarne l'attuazione, ci fa sospettare che il Bentinck, il quale proprio in questi mesi, per mezzo del de La Tour, stava perseguendo simile disegno, con l'intento però di mettere a capo dell'esercito italico e del nuovo Stato Francesco Lorena d'Este, volesse rendersi conto dell'accoglienza che esso avrebbe avuto da Vittorio Emanuele I.1*
H governo del re di Sardegna, a sua volta, avuta conoscenza di questo audace tentativo, si mantenne in un riserbo estremo, pur cercando di informarsi con cura dell'accoglienza che il governo di Londra avrebbe ad esso fatto, anche se non sospettò subito esservi, dietro il Turri, lord Bentinck ;2) ne cessò dall'essere preoccupato dall'abile mossa inglese, sino alla vigilia della Restaurazione: e la sua preoccupazione era, come in seguito vedremo, più che giustificata perchè gli intrighi anglo-austriaci per mettere a capo dei costituzionali italiani, aderenti alla coalizione antinapoleonica Francesco Lorena d'Este, durarono sino alla caduta di Napoleone.
i) Ved. G. GÀIAVBESI, V. SAJ.T.IER DB LA TOUR op. ciu p. 288 e segg.
2) Il conte Gioacchino Rossi reggente il dicastero degli Esteri dello Stato Sardo scriveva all'ambasciatore del re Vittorio Emanuele I a Londra, conte Filippo S. Martino d'Aglio il 29 gennaio 1812: ttj'ai craint, dès que j'eu parcouru le pian de Mr. Turri, qn'il ne fit en Angleterre une sensation favorable; mais je me flattais quo le Cabinet de S.t James n'opincrait pas la dessus, corame on aurait pu s'y attendre de la part du Parlement; car tonte fois qu'une Cour entre en négociation avec une autre, si celleci est restrainte par une Constitution il est infinement plus difficile qu'on s'entende, que Fon pnisse en obtenir tout ce que le bien de la ebose exige, et principalement le secret qui est l'àme des affaires d'État . (Archivio di Stato di Torino : Registro de la carrespondance avec les Ministres et autres Agenti du Boi après des Cours étrangères, commeneé le 15 aoùt 1810 et fini le 10 mai 1814. In Lettere Ministri Inglesi. Cartella 105. Mazzo 121).
I documenti inediti che si rendono noti, se non portano altra indicazione archivistica s'intendono tratti da questo registro.
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