Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA ; NAPOLEONE I ; SAVOIA (CASA)
anno <1936>   pagina <1591>
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La monarchia di Savoia e VInghilterra nell'ultimo periodo, eco* 1591
permisero dapprima la gestazione, quindi lo sviluppo della nuova potenza marinara italiana, rinascente ben può dirsi dalle sue ceneri, soltanto per la tenacità, il sacrifìcio ed il genio della gente nostra.
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La lotta senza quartiere iniziata nel Mediterraneo con il ripristino della guerra di corsa invero non mai cessata ma portata al parossismo dopo l'intimazione del blocco continentale, si fece sentire in modo efficacissimo mentre l'astro napoleonico era all'apogeo soprattutto nel Napoletano, in Sicilia ed in Sardegna, dove s'era ridotta a vivere a frusto a frusto, grande soltanto di avite glorie e di una orgogliosa, caparbia affermazione di indipendenza, la Casa di Savoia, cacciata dai suoi domini di terraferma dalla fortuna delle armi napo­leoniche. La gloriosa monarchia si trovava in terribili frangenti, dovendosi difendere, armata solo del puro diritto, da due nemici ugualmente potenti: il francese e l'inglese; il primo apertamente ostile, il secondo nemico pur sotto la specie di amico e di protettore. l
Iniziatosi dalla flotta francese il 20 aprile del 1808 il sequestro dei bastimenti sardi naviganti nel Mediterraneo, cui si aggiunse la cattura in mare aperto di legni da parte dei corsari della flotta napo­leonica, vennero ad essere agevolate le razzie della flotta dei barba­reschi sulle coste della Sardegna, razzie di donne, uomini, fanciulli e bestiame. La perdita di uomini e di beni era poi aggravata dal a diminuita attività commerciale, essendo la navigazione di piccolo cabotaggio continuamente insidiata da les Corsaires frangais venant de Corse sulle coste dell'isola avec eflronterie et presque sans danger per deficienza di difese costiere, come scriveva il 4 set­tembre 1810 il conte Rossi reggente la Segreteria degli Affari Esteri al conte San Martino de Front ambasciatore del re Vittorio Emanuele I presso la corte del re della Gran Bretagna.
La conseguenza di una tal condizione di cose, che era in realtà peggiore dello stato d'assedio, non tardò a farsi sentire: il governo sardo in breve non potè pagare nemmeno più gli impiegati e costoro ormai scriveva ancora il Rossi al De Front il 30 settembre 1810 crient d'une manière qui commence à dévenir allarmante. H n'est mème pas rare soggiungeva d'entendre dire aussi publiquement qu'en se brouillant avec la France, le Gouvernement a appelé a
i) Perii periodo immediatamente precedente a quello preso in esame qui si può utilmente con­sultare la monografia diT?HANCO BoiUtiÀNDfc Relasionipolilico-economichefra VInghilterra e Sardegna durante la rivoluzione e Vimpero, edita in Rivista storica italiana, fase, gennaio-giugno 1933.