Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA ; NAPOLEONE I ; SAVOIA (CASA)
anno <1936>   pagina <1593>
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La monarchia di Savoia e V Inghilterra mWuhimo periodo, ecc. 1593
Se infatti le licenze concesse dal governo dell7isola ai bastimenti per esercitare il commercio su ricordato, vennero formalmente riconosciate valide dal ministro britannico presso la Corte sarda, Guglielmo Hill, nella realtà dei fatti tale riconoscimento non avve­niva da parte dei comandanti delle navi di corsa inglesi: era cioè un giuoco non troppo leale, clie Vittorio Emanuele I non temeva di smascherare. Le giustificazioni addottel) rivelavano il segreto intento delle autorità navali britanniche: esse intendevano compor­tarsi come con i bastimenti siciliani, i quali oltre il lasciapassare del loro governo, ne avevano uno inglese. In sostanza quindi si voleva considerare la Sardegna alla stregua della Sicilia, e cioè come una
che ne ottengono 99. Questa progressione si accentua nel 1808 con 562 contro 99; nel 1809 con 648 contro 239, Nel 1810 si limita il numero delle licenze concesse ai Sardi a 429, mentre rimangono stazionarie quelle date agli Inglesi (239); nel 1811 continua la contrazione di quelle ottenute dai Sardi (367), mentre aumenta il numero di quelle inglesi (265); e tale movimento prosegue costante a favore dei commercianti britannici negli anni successivi, nei quali abbiamo 363 per i sardi, 277 per gli Inglesi durante il 1812; 450 per i Sardi e 350 per gli Inglesi nel 1813; 450 per i Sardi e 355 per gli Inglesi nel 1814.
Per seguire meglio l'ascesa incalzante delle licenze di esportazione rilasciate agli Inglesi e la discesa di quelle sarde, ragguagliamole ad una base comune in rapporto di 1000 ed avremo le seguenti proporzioni: nel 1806 sarde 573, inglesi 43; nel 1807 sarde 601, inglesi 72; nel 1808 sarde 634, inglesi 112; nel 1809 sarde 571, inglesi 211; nel 1810 sarde 514, inglesi 285; nel 1811 sarde 460, inglesi 332; nel 1612 sarde 447, inglesi 341; nel 1813 sarde 448, inglesi 348, nel 1814 sarde 398, inglesi 337.
Si paragoni ora il numero di concessioni con quelle ottenute dagli altri Stati, sempre per tali anni e con la stessa proporzione, per avere un quadro esatto del movimento commer­ciale dell'isola e dei suoi accaparratori: nel 1806 se ne concessero 75 ai Francesi, 13 ai Sici­liani, 15 agli Spagnoli, 62 agli Austriaci, 4 ai Romani, 52 ai Danesi, 26 agli Svedesi, 3 ai Russi, 40 agli Ottomani, 81 ai Ragusei, 12 agli Americani. Nel 1807: 113 ai Francesi, 22 ai Siciliani, 10 agli Spagnoli, 1 ai Napoletani, 53 agli Austriaci, 3 ai Romani, 1 ai Toscani, 51 ai Danesi, 2 agli Svedesi, 8 ai Russi, 11 agli Ottomani, 1 ai Marocchini, 28 ai Ragusei, 23 agli Americani. Nel 1808: 69 ai Francesi, 105 ai Siciliani, 45 agli Spagnoli, 6 agli Austriaci, 5 ai Romani, 6 agli -Svedesi, 5 ai Russi, 1 ai Marocchini, 1 ai Ragusei, 9 agli Americani. Nel 1809: 2 ai Francesi, 58 ai Siciliani, 109 agli Spagnoli, 1 ai Russi, 4 agli Ottomani, 20 agli Americani. Nel 1810: 5 ai Francesi, 66 ai Siciliani, 109 agli Spagnuoli, 1 ai Cisalpini, 2 ai Danesi, 6 agli Ottomani, 12 agli Americani. Nel 1811: 65 ai Siciliani, 105 agli Spagnoli, 2 ai Napoletani, 8 ai Danesi, 13 ai Russi, 8 agli Ottomani, 1 ai Ragusei, 1 agli Americani. Nel 1812:4 ai Fran­cesi, 28 ai Siciliani, 74 agli Spagnoli,' 26 ai Napoletani, 21 ai Genovesi, 14 ai Danesi, 12 ai Russi, 30 agli Ottomani, 5 ai Marocchini, 4 ai Tunisini, 5 agli Americani. Nel 1813: 40 ai Sici­liani, 86 agli Spagnoli, 33 ai Napoletani, 1 ai Corsi, 4 ai Danesi, 4 ai Russi, 27 agli Otto­mani. Nel 1814:42 ai Francesi, 102 ai Siciliani, 67 agli Spagnoli, 21 ai Napoletani, 3 ai Toscani, 18 ai Genovesi, 6 ai Danesi, 15 agli Ottomani e 2 ai Ragusei, (Ved. Fa. BOM,AKI>I, Relazioni politiche-economiche, ecc., cit., Appendice, Tav. I e II, pp. 69-705).
l) Scrive ancorali Rossi al De Front l'il aprile 1811: Les Corsaires Anglais croisent sur.la còte du couchant de ce Royaumc, pour saisir les Brigantines Génoiscs munies de nos passa vanti, qui viennént chcrcher du thon a Carioforte ; nous savons par Mr Hill que l'amirai Cotton a ordonné à ces croiseurs de respecter les licences duRoi notre maitre, mais Ics Capitaines des Brida ont dit à ce Ministre que si elles ne sont pas accompagnées d un de ses paeseports, ils se croicnt autoxisfis a saisir ces batimcnts, telle étant la marche qu'ils Buivcnt vis-a-vis de la Sicile .