Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA ; NAPOLEONE I ; SAVOIA (CASA)
anno <1936>   pagina <1615>
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La monarchia di Savoia e l'Inghilterra nell'ultimo periodo, eco. 1(5X5
e dall'impegno di garantire in un'eventuale pace Vintegrità dei domini aviti alla Casa di Savoia.
Il governo siciliano aderì di Buon grado alle proposte stipu­lando il 12 settembre 1812 un trattato con l'Inghilterra che per­fezionò i precedenti del 30 marzo 1808 e 13 maggio 1809; il governo sardo, pur trovandosi nelle criticissime condizioni che conosciamo, forte dell'esperienza della Sicilia, rispose con un elegante no, nono­stante pressioni, larvate o aperte minacce di ogni genere, non esclusa quella di non mantenere in vigore i trattati che l'Inghil­terra aveva stipulato precedentemente col Regno di Sardegna, e l'altra ancor più grave, di lasciare interamente in balla del nemico le coste della Sardegna; e cioè, in altri termini, l'ostilità da parte inglese sarebbe stata ancor più accentuata di quella già in atto. Non solo, ma come conseguenza di questo rifiuto, anche le concessioni delle licenze per i bastimenti mercantili, rilasciate con la liberalità che ben conosciamo, venne condizionata, sulla fine del maggio del 1812, all'accettazione delle proposte messe innanzi dal Bentinck per la costituzione del corpo militare espérant come afferma il De Front al d'Aglié il 31 maggio que la perspective d'un semblable avantage pour notre faible commerce contribuerait à rendre favorable la risposta del Re.
Ma Vittorio Emanuele non recedette perciò dal netto rifiuto : avrebbe soltanto aderito all'aumento del suo esercito, secondo gli aiuti finan­ziari che sarebbe stata disposta a dare l'Inghilterra; avrebbe anche permesso l'inquadramento in corpi regolari dei prigionieri di guerra stranieri, ma al solo patto che fossero parte dell'esercito sardo, e cioè che avessero a lui prestato giuramento e fossero interamente
les col.es de là Sàrdaignes des ìnsultes de l'cnnemi, tati dia que de l'autre elle ne pourrait plus s'intércsser avec vigueur pour procurcr une restitution oa indenmisatlon au Roi à l'occasion d'une paix generale.
Le Ministre Britannique, cepcndant a tèmo igne à Mr le C.te de Front de n'avoir pas pris en mauvais part le refus dtt Roi, disant que j a mais on n'avait eu le projet de faire qaoique ce fat contro son gre, ce qui pourrait bien-etre sincère, puisque la démission du Mr WeDesley a fait renoncer aux plans trcs vastes et très étcudus qu'il avait medités.
Les changemcnts arrivées en Sieile dcpuis: cctté epoque là ont confirmé de plus en plus à S. M. qu'ellc avait eu ràison en ecartant une force étrangère de son Royaumc, dans un temp où il parali que le Ministèro Ànglais vernile établir sa constitution partout où elle à de l'influence, sans réfléchir à la dxvexsité des climats, du tempérament et du genie des habitants, etc. etc.
Voilà, Mr. le Comtc, a assi en racouroi que possile, l'histoire d'une négociation, dont vous
pourxez peut-etre entendre parler, vu surtout que l'Amiral Croig vieni d'avoir en Sicile des
longs entretiens avec Mr Bentinck, ausai que vous Boyez fi meme au besoin de détruire les
insinuationB louclies, ou pcu exactes, qui pourraient circuler là où vous étes, et plaider la cause
dtt Roi atipres de ctux qui mcttraient, quoiqu'indireciement cctie matièrc sur le tapis .