Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA ; NAPOLEONE I ; SAVOIA (CASA)
anno <1936>   pagina <1617>
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La mojwrchia di Savoia e V Inghilterra nolVuhimo periodo? ecc. 1617
accordi militari, che la Sardegna avrebbe messo a disposizione del­l'Inghilterra i soldati stranieri crai tombant sous la réforme se seraient disposés à passer au service Bxitanniqne. In seguito a ciò un ufficiale inglese, giunto da Palermo, aveva portato via con se parte di questi militi, mentre i rimanenti vennero fatti acca­sermare in un quartiere della città, cui si avviavano quelli che man mano venivano assoldati. Al comando di questo accantonamento era stato destinato certo De Bowling, ex ufEciale dell'esercito inglese, ora di nazionalità svizzera, commerciante in Cagliari. Nessun incon­veniente era accaduto sotto il comando del De Bowling; ma sosti­tuito costui dal barone De Jourdan della legione italiana, le cose mutarono. Il De Jourdan comandava allora 178 soldati, i quali si misero a motteggiare un picchetto di cavalleggeri sardi, ad insul­tarli senza risparmiare neppure la persona del sovrano. Richiesta una pubblica riparazione dal governo del re, il De Jourdan si rifiutò di farla, limitandosi ad affermare che aveva punito i colpevoli. Non solo: pochi giorni dopo un cavalleggero certo Perez, oriundo napoletano, arruolato ormai nell'esercito sardo da cinque anni, da quando cioè aveva disertato dall'esercito francese, per una mancanza disciplinare commessa, si era presentato al De Jourdan, il quale l'aveva accolto, rifiutandosi di riconsegnarlo alle autorità militari sarde che l'avevano richiesto. Era ancora una patente violazione dei diritti sovrani: nel territorio di una potenza ospitale, ricoverare e difendere un soldato della nazione ospite, era tale una prepotenza che non poteva rimanere impunita. Il governo del re ricorse perciò all' Hill, ma la risposta fu..* all'inglese: non potersi egli ingerire in fatti riguardanti l'amministra adone militare. La reazione da parte dei cavalleggeri sardi non tardò a farsi viva e parole grosse vennero scambiate tra loro ed i soldati, con il risultato che, in un secondo momento, chi s'era fatto rispettare fu colto di sorpresa e bastonato da un gruppo uscito dal deposito coman­dato dal De Jourdan. Se non accadde un conflitto fra i due reparti acca­sermati l'uno vicino all'altro, si dovette all'energia degli ufficiali piemon­tesi, che forse capirono in tempo di non dover offrire il pretesto da tanto tempo cercato dagli Inglesi per portare a compimento il loro disegno. Le proteste diplomatiche ci furono, ma non approdarono a nulla: si ripetè anzi ancora quanto era già avvenuto per il caso del Gemma: al danno si unirono le beffe.1J
1) II De Front, dopo aver esposto ! fatti sa ricordati, scrivendo al d'Aglié il 20 marzo 1813, in tal modo concludeva:
> Ces differente événementa et plasieura autres d'une nature analogue quoique moina ecla­tante, <rae je passe sons silente pour ne pas tout rclevcr, vous mettcnt a mème de réconnaìtre