Rassegna storica del Risorgimento

1915-1917 ; GUERRA 1914-1918
anno <1936>   pagina <1637>
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L'ITALIA, GLI ALLEATI E LA POLITICA DI GUERRA NELL'ORIENTE PROSSIMO
(1915-1917) M
II. *>
GLI ACCORDI ANGLO-FRANCO-RUSSI PER LA SPARTIZIONE DELLA TURCHIA ASIATICA
II. I
Nella prima parte del presente lavoro, abbiamo seguito lo svolgi­mento delle trattative fra le Potenze dell'Intesa fino alla conclusione dell'accordo anglofranco-russo della primavera 1915.
Quell'accordo, che avrebbe insediato la Russia a Costantinopoli e sugli Stretti, prevedeva dunque la trionfale realizzazione di uno dei secolari motivi-cardini della politica degli Zar. E questa prima fase diplomatica dà quindi i russi in vantaggio in quanto essi hanno l'indiscutibile superiorità di veder accettato e consacrato un punto fondamentale e delicatissimo della loro politica di guerra ; mentre una formula generica salvaguarda gli interessi inglesi e francesi, subordi­nando l'acquisto russo alla vittoriosa conclusione della guerra e alla realizzazione delle aspirazioni della Gran Bretagna e della Francia nell' Impero ottomano e altrove .1}
I negoziati fra gli Alleati per la definizione di quelle aspirazioni dialogo francoinglese, adesione russa e sue condizioni, intrec­ciarsi di desideri e di timori di balcanici questa la materia che ora ci proponiamo di trattare: per passare poi in una terza parte a dire della posizione dell'Italia, del programma e dei risultati della sua politica di guerra nell'Oriente Prossimo.
Ma all'aprirsi del vasto argomento, ci sembra necessario un rapido sguardo retrospettivo ai motivi-obbiettivi di guerra delle tre Potenze dell'Intesa: anche se ciò potrà portarci a riprendere spunti notissimi,
*} Per la prima parte dell'articolo, vedi il fascicolo della Rassegna del luglio 1936, pp. 907932. Ti ritardo nella pubblicazione di questa seconda parte è dovuto all'assenza del­l'autore, volontario in Africa (iV. d. R,).
i) Ha abbiamo notato in precedenza (P. I, pp. 925-6) e avremo occasione di ritornarci, come ad esempio l'Inghilterra già avesse posto in suo favore alcuni punti fermi, in Egitto, in Persia e nello scacchiere arabo.
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