Rassegna storica del Risorgimento
1915-1917 ; GUERRA 1914-1918
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1936
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1639
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V Italia, gli Alleati e la politica di guerra nell'Oriente prossimo, ecc. 1639
politica di guerra in quello scacchiere orientale dove più aspro era l'urto tradizionale fra slavi e britannici.
E nell'imposta fase di accordo e di compromesso, Zarigrad e gli Stretti, via di terra alle Indie, sono rispettivamente i poli della politica di guerra di russi ed inglesi nell'Oriente Prossimo. Mete che gli uni e gli altri raggiungeranno sulla carta: che i russi raggiungeranno solo sulla carta, traditi dalla fradicia realtà del regime zarista;l) mentre la politica inglese saprà raggiungere concretamente, contro i Francesi gli Arabi e i 14 punti di Wilson, i suoi obbiettivi in Musul-mania fallirà solo quando vorrà sostituire all' Italia la Grecia nella funzione di fìancheggiatrice dall'Egeo alle Porte della Mesopotamia.
E la Francia ? Nel cozzar d'imperialismi mondiali, la Francia soffre d'una doppia inferiorità: il suo esercito si batte sul suolo francese invaso; la sua politica di guerra ha primo obbiettivo un obbiettivo di vita più che di potenza, un obbiettivo strategiconazionale, europeo. E qui sia detto di passata una relativa somiglianza con l'Italia, un netto contrasto con l'Inghilterra che come già nelle precedenti guerre non avendo mire territoriali in Europa, e protetta dalla propria insularità, può e vuole rivolgersi alla più pratica e integrale attuazione del proprio definito ed enucleato programma mondiale.2)
Pure la Francia è validamente in linea nello scacchiere coloniale: dove è assente la Russia,3) ma più che presente l'Inghilterra, direttamente o per l'interposta persona dei Dominions (mossa questa abilissima, di cui non sono ancora apparse tutte le preziose conseguenze). E anche per l'Oriente Prossimo vedremo la Francia avanzare un nutrito programma. Dovrà abbandonarne grossi bocconi: la Palestina, testa di ponte della via alle Indie, che mai l'Inghilterra potrebbe
1) Indubbiamente il crollo dello Zarismo e una conseguente eclissi russa nel campo internazionale erano eventualità scontate dalla politica inglese; ma ciò si può affermare senza giungere per altro a supporre come ad esempio il Lombroso un machiavellico doppio colpo inglese: dopo aver arginato con i reggimenti russi gli eserciti del Kaiser, l'Inghilterra, non appena fatta sicura dell'intervento americano, avrebbe fomentato e favorito lo sfacelo del regime zarista, realizzando cosi la rovina del rivale tedesco con la guerra, del rivale-alleato russo con la rivoluzione.
2) Fin dal 1919 ammoniva il BHOCKDOBFJF-BANTZAU (Dotalmente, Berlin, Vcrlag tur. Kulturpolitik, 1925-26): Non può essere l'interesse della comunità dei popoli, che l'Inghilterra, ad ogni guerra europea alla quale viene a prender parte, s'impadronisca di una ricca messe di possedimenti coloniali (riportato dal LOMBROSO, op. eh., II, p. 417).
I) Fin dal 21 novembre 1914 Io Zar confermava esplicitamente a Paléologue il disinteressamento della Russia nella questione coloniale (Die europaischen Machia una die Tiirkei toahrend des Weltkrieges: Konstantinopel und die Meerengen, II D. 32, p. 107 (ed. Cari Rctssner, Dresden 1930-32). Cfr. PAIIÉOLOGUE: La Russie des Tzars pendant la grande guerre, Paris, Plon ed., 1921-22, 3 voli., I, p. 197 e segg. - Un livre noir, cit., HI, p. 35.