Rassegna storica del Risorgimento

1915-1917 ; GUERRA 1914-1918
anno <1936>   pagina <1641>
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VItalia, gli Alleati e la politica di guerra nelV Oriente prossimo, ecc. 1641
degli interessi francesi in Siria e in Palestina: ma affermava quanto alla Siria ch'essa non aveva alcun valore dal punto di vista mate­riale (l ?) ; quanto alla Palestina ammetteva come fosse inconce­pibile in quella regione il dominio esclusivo di una qualunque Potenza europea.1J Ma alla Palestina pensavano i Francesi e tentarono, come vedremo, più volte di assicurarsela; ma una base sulla costa palesti­nese rientrava nella futura politica mediterranea dell'imperialismo russo;2) ma alla Palestina terminus della via terrestre alle Indie e antemurale dell'Egitto pensavano, e riusciranno ad assicurar­sela, gli Inglesi.
Comunque gli sforzi della diplomazia alleata per giungere alla creazione di un blocco balcanico contribuirono a portare in primo piano la questione della Turchia asiatica: tanto che fu ventilata l'oppor­tunità di una conferenza (a Parigi) dei tre ministri degli esteri per una diretta e particolareggiata discussione in merito. Caddero, con le dimis­sioni di Venizelos (5 marzo), immediate possibilità e trattative balcani­che; rimase la questione turca, ma con mutata impostazione in seguito al parallelo concretarsi dell'accordo per Costantinopoli e gli Stretti.
In relazione infatti al maturare dell'acquisto russo, vediamo in un primo tempo Francia e Inghilterra avanzare isolata­mente programmi e richieste che valessero a garantire nei singoli settori i rispettivi interessi. Così nel già ricordato memorandum del 12 marzo 3) l'Inghilterra si era fatto riconoscere il diritto di dichia­rare non appena la futura assegnazione di Costantinopoli alla Russia divenisse di pubblico dominio che durante tutto il corso delle trattative, il Governo inglese aveva tenuto fermo che in ogni caso i Luoghi Santi musulmani e l'Arabia avrebbero fatto parte di uno Stato arabo indipendente ;4) punto che va messo naturalmente in rapporto con la generica posizione dell'Inghilterra quale Potenza musulmana, ma in particolare e diretta relazione con le trattative che il delegato inglese in Egitto Sir Henry Mac Mahon andava allac­ciando con lo sceriffo della Mecca Hussein, a coronamento della poli­tica sviluppata dall'Inghilterra di fronte agli atteggiamenti antiturchi del rinnovato movimento arabo.
1) Op. cit. Die Aufteilung dar aaioiLichen Turbiti, D. 3, pp. 2-3; Un livre noir, cit., pp. 45-6.
2) Op. cit. Koiutantinopel unti die Meerengen, 1, p. 162.
3) Vedi P. I, pp. 925-26,
4) Op. cit. Koiutantinopel una dia Meerongen, II, D. 81, pp. 157-59.
5) GIANNINI A., L'ultima fase delta Questione Orientale, Roma, latitato per l'Oriente ed. 1933, pp. 220 e segg., Mi STESSO: La questione orientale alla Conferenza detta Pace, Roma, Istituto per l'Oriente ed. 1921, pp. 47 e aegg,; cfr. GRBY, op. cit,, p. 520; LAWRENCE, La rivolta nel deserto, Mondadori ed., Milano 1930, pp. 2 e aegg.