Rassegna storica del Risorgimento
1915-1917 ; GUERRA 1914-1918
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Leo Wollemborg
con quelle conversazioni presentano interferenze di tempo e di argomento, e contribuiscono pertanto a anticipare e meglio lumeggiare l'atteggiamento di Francia, Russia e Inghilterra. Sono, come già abbiamo accennato, trattative ulteriori con la Grecia, tentativi armeni, offerte turche di pace separata.
Per quanto riguarda la Grecia, ci riserviamo anche per questa fase di trattarne con la dovuta ampiezza quando parleremo dell'azione diplomatica dell'Italia nei primi mesi di guerra. Basterà ricordare qui che tra l'aprile e l'ottobre furono a più riprese rinnovati i tentativi alleati per indurre il Governo greco all'intervento con rinnovate promesse e pressioni, e sempre in relazione con l'atteggiamento della Bulgaria: finché l'entrata in guerra di quest'ultima, a fianco dei Centrali (12 ottobre), non sopravvenne a consacrare il fallimento della politica balcanica dell' Intesa.i}
Quanto agli Armeni, si tratta di uno dei tanti sfortunati sforzi di quel popolo per ottenere almeno l'autonomia nella futura sistemazione dell'Asia turca. Attraverso i documenti seguiamo da Pietro-grado a Parigi, a Londra, l'attività dei rappresentanti armeni, il dottor Sawxijew e Bogos Nubar Pascià;2) il loro programma è l'autonomia dei 6 vilajets armeni che avrebbero dovuto esser neutralizzati sotto la protezione delle tre Potenze dell'Intesa (nella peggiore delle ipotesi, avrebbero accettato una sovranità nominale del Sultano). Il progetto naufragò, dopo molte considerazioni e buone parole; ma il punto che qui ci interessa è la sollevata questione dello sbocco al mare di questo auspicato Stato armeno, in quanto vengono non solo toccate le già espresse aspirazioni francesi in Gilicia, ma anche la futura sorte e importanza della Bagdadbahn. Questa ferrovia infatti e qui Iswolski riferisce a Sasonow il pensiero di Nubar Pascià con la esclusione dell'influenza tedesca dall'Asia Minore, sarebbe passata sotto l'influenza dell'Inghilterra e avrebbe rappresentato per essa un interesse di prim'ordine quale via più breve all'India. Con ciò si spiegherebbe l'inquietudine notata in alcuni circoli inglesi in vista dello
1) So questa fase: op. cit. Die Internationalcn Beziéhungen, ecc., II, 7, 2: Docc. 483, 504, 518, 528, 531, 547, 551, 553, 555, 569, 572, 579, 621, 634, 636, 670, 675, 677, 678, 699, 736, 744, 782; II, 8, I: Docc. 18, 201, 219, 357; II, 8, 2: Docc. 658, 747, 769, 793, 800, 810, 816, 826, 844, 861, 879, 890, 895, 907, 909, 912, 919; Die europàischen Macine und Griechenland. Caxl Beissner Verlag, Dresden, 1932, Docc. 129 a 259; MABIO CARACCIOLO, L'intervento della Grecia nella guerra mondiale e l'opera della diplomazia alleala, Roma, Maglione e Strini ed., 1925, pp. 42-64; A. DE BOSDABI, Delle guerre balcaniche, detta grande Guerra e di alcuni fiati precedenti ad esse, Milano, Mondadori ed., 1928, pp. 118-140.
2) Su Bogos Nubar Pascià, ah. Un livre noir, cit., H, p. 47; GIANNINI, L'ultima fase, ecc., cik, cap. VL