Rassegna storica del Risorgimento

1915-1917 ; GUERRA 1914-1918
anno <1936>   pagina <1647>
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VTtaUa, gli Alleati e la politica di guerra nell'Oriente prossimo, ecc. 1647
eventuale abbandono alla Francia dello sbocco della Bagdadbahn, cioè del porto di Alessandretta. Ma i timori inglesi in proposito sareb­bero senza dubbio eliminati, a parere di Nubar, se con la cessione di Mersina e Ajascb all'Armenia si dimostrasse possibile di costruire partendo da uno di questi porti e su territorio armeno una ferrovia sussidiaria fino alla linea principale di Bagdad.X) H problema non mancava davvero di base né d'interesse (anche per noi Italiani; e avremo occasione di ritornarvi); sarà risolto nel Sykes-Picot agreement con la creazione di un porto franco per le merci inglesi a Alessandretta e con l'abbandono di Caifa all' Inghilterra che ne farà un nodo vitale del suo commercio e della sua difesa.2)
Altri dati interessanti e indicativi forniscono le trattative svolte in vista di quella che parve una delle più fondate occasioni per susci­tare alla Turchia gravi complicazioni interne. Alludiamo all'offerta di Djemal Pascià (il rivale di Enver; il generale turco che aveva con­dotto l'attacco al Canale di Suez) il quale avrebbe promesso agli Alleati un'insurrezione e il rovesciamento del Sultano con relativa pace separata della Turchia. In cambio chiedeva aiuti militari e finanziari, chiedeva il riconoscimento (sotto Djemal stesso e i suoi discendenti) di un Sultanato turco d'Asia che avrebbe dovuto comprendere la Siria, la Palestina, la Mesopotamia, l'Arabia, l'Armenia con la Cilicia e il Curdistan: Djemal acconsentiva a rinunziare a Costantinopoli e agli Stretti e prometteva misure immediate in favore degli Armeni (costoro si erano fatti avanti come intermediari, ricollegando in certo modo l'offerta di Djemal con i loro precedenti tentativi).
La fase diplomatica che ne segui, offre spiccato interesse: da un lato rappresenta quasi una prova generale delle pretese e delle aspira­zioni dei tre alleati nell'Oriente Prossimo; getta contemporanea­mente luce sulle parallele conversazioni anglefrancesi e sui risultati raggiunti nelle trattative fra la Gran Bretagna e i capi arabi.
Da parte italiana, Sonnino accettò in via di principio di nego­ziare con Djemal sulla base prospettata dai Russi,5) se appena si delineassero probabilità di successo: si sarebbero così tranquillizzate le inquietndnii inglesi per la sicurezza dell' Egitto e si sarebbe tolta
1) Die Jnternationalen Beziehungen, cit., II, 8,1, D. 215, pp. 190-91 (Iawolski a Sasonow jn data 30 giugno 1915). Sa questa fase della questione armena: ibidem, Docc. 123 e 137; op. cit. Die Aufteilitng der asiatisehen Ttirkei, D. 89 a 41, pp. 35-36 e D. 43 a 56, pp. 38-46.
2) Sull'importanza di questo punto, vedi le dichiarazioni di Nicholaon a Benckendorff ancora il 21 marzo 1916 (op. cit. Dio Aufieìlurtg der asiatisehen Turbai, D. 86, pp. 68-9).
3} Sasonow agli ambasciatori a Parigi, Londra e Roma in data 25 dicembre (op. cit. Die AtffìeUung der asiatisehen TUrhei, D. 52, p. 43).