Rassegna storica del Risorgimento

1915-1917 ; GUERRA 1914-1918
anno <1936>   pagina <1653>
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VItalia, gli Alleati e la politica di guerra nell'Oriente prossimo, ecc. 1653
Non vi saranno dazi interni fra alcuna delle predette zone. I dazi da prele­vare sulle merci dirette nelF interno saranno esatti nei porti d'entrata e tra­smessi all'amministrazione della zona di destinazione.
Art. 9. - I Governi inglese e francese, quali protettori dello Stato arabo, si accorderanno per non acquistare e per non permettere che una terza Potenza acquisti possessi territoriali nella penisola arabica o costruisca una base navale nelle isole sulla costa orientale del Mar Rosso. Questo tuttavia non costituirà ostacolo a quella rettifica dei confini di Aden che potrà esser giudicata neces­saria in seguito alla recente aggressione dei Turchi,
Art. 10. - I negoziati con gli Arabi circa le frontiere dello Stato o della Confederazione di Stati arabi continueranno per la stessa via di prima in nome delle due Potenze.
Art. 11. Resta inteso che misure di controllo per l'importazione di armi nel territorio arabo saranno predisposte dai due Governi. *).
Rimandiamo l'esame particolareggiato del documento e le relative considerazioni a più tardi, quando avremo sott'occhio la formula­zione definitiva ed esecutiva dell'accordo anglofrancese2) nella quale vedremo affiorare qualche altro interessante elemento con­tentandoci di fissare qui l'attenzione su alcuni punti.
In primo luogo il rispetto per la presunta zona d'influenza o di amministrazione russa verso l'Armenia e il Mar Nero; la doppia solu­zione (zone di amministrazione e zone d'influenza) adottata per con­ciliare le promesse fatte agli Arabi con le esigenze della Francia; l'attribuzione di Gaifa all' Inghilterra e di Alessandretta alla Francia, divisione di sbocchi che ricorda la più recente soluzione adottata per l'oleodotto di Mossul (i cui rami sboccano l'uno a Caifa, l'altro a Tripoli di Siria); il regime internazionale proposto per la Palestina (unico punto dell'accordo aperto agli altri alleati oltre che alla Russia), soluzione, almeno provvisoria, di compromesso per quella terra con­tesa da tre religioni e da troppe Potenze; infine la formula relativa a Cipro (in vista di un'eventuale cessione dell'isola alla Grecia, come n'era stata parola nell'ottobre precedente) e il disposto dell'articolo 9, relativo al Mar Rosso ed evidentemente diretto contro l'Italia.8)
1) Op. cit. Die Aufuilnng der asioiìschen Tiirchei, D. 74, pp. 55-58; Un livre noir cito., ni, p. II, pp. 128-31; TOSCANO, op. cit., pp. 57-9.
2) Lettere Grey-Cambon del 9-16 maggio 1916 (vedi più oltre pp. 21-23 nota 3).
3) Nota lo stesso editore sovietico a proposito dell'art. 9 (op. eft., loc. cit.): a come terza Potenza è da intendere apparentemente l'Italia che durante la guerra mondiale aveva notevol­mente aumentato le proprie forze navali nel Mar Russo ; e di coi erano note le necessità e le aspirazioni sulle coste fronteggianti l'Eritrea.
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