Rassegna storica del Risorgimento
1915-1917 ; GUERRA 1914-1918
anno
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1936
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pagina
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1661
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VItalia, gli Alleati e la politica di guerra nell'Oriente prossimo, ece, 1661
IV.
H complesso delle note ora esaminate costituisce dunque l'accordo anglo-franco-russo per la spartizione della Turchia d'Asia, accordo legato, come sappiamo, da reciproca dipendenza all'altro stipulato dalle tre Potenze a proposito di Costantinopoli e degli Stretti nel marzo-aprile 1915.
L'uno e l'altro accordo, unitariamente considerati, consentono pertanto una visione panoramica dell'assetto che Russia, Francia e Gran Bretagna intendevano instaurare per il dopoguerra nell'Oriente Prossimo; offrono gli elementi per valutare gli accordi stessi sia sul piano generale della politica di guerra sia in funzione dei particolari motivi-obbiettivi che ciascuna di quelle Potenze poneva alla base della propria politica di guerra nello scacchiere orientale.
A questo scopo, gli accordi in questione ci sembrano da considerare sotto un triplice punto di vista:
1 valore per così dire assoluto che per ciascuna delle tre Potenze rappresentano i territori che quegli accordi le attribuiscono;
2 valore per così dire effettivo o ài realizzazione, calcolato in base alla probabilità che a guerra vittoriosamente conclusa ciascuna delle tre Potenze effettivamente realizzasse i previsti acquisti, ed eventualmente in quale misura;
3 situazione che per quegli accordi veniva creata a quelle Nazioni neutrali o alleate che a quegli accordi non parteciparono, ma che pur vantavano diritti e interessi di vitale importanza nell'Oriente Prossimo.
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Quanto al primo punto, possiamo definire circa di pari vantaggio la posizione di Russia e Inghilterra,
La prima si assicurava il possesso di Costantinopoli e il controllo degli Stretti, trasformando, secondo la nota frase, il Mar Nero in un lago russo; si affacciava all'Egeo e con l'acquisto di Imbro e di Tenedo poneva le prime basi per un'attiva politica mediterranea, suscettibile di alterare profondamente l'equilibrio esistente in quel mare; realizzava le condizioni per l'agognato predominio politico-religioso nei Balcani, eliminando la possibilità che un'altra Potenza s'installasse al posto dei Turchi sugli Stretti, eventualità inammissibile per i russi sia dal punto di vista economico che.dal punto di vista
ii