Rassegna storica del Risorgimento

1915-1917 ; GUERRA 1914-1918
anno <1936>   pagina <1663>
immagine non disponibile

L'Italia, gli Alleati la politica di guerra nell'Oriente prossimo, ecc. 1663
e cercare magari di assicurarsene, direttamente o per interposta per-sona*greca, l'eredità nell'Oriente Prossimo...
Quanto alla Francia, abbiamo già accennato ai motivi che appe-santiscono la sua azione nel settore dell'Oriente Prossimo: il suo eser­cito si batte sul suolo francese invaso; la sua politica di guerra ha primo obbiettivo un obbiettivo di vita prima che di potenza, un obbiettivo strategico-nazionale, europeo. Né, sul piano generale, bisogna dimenticare come dopo Fascioda la Francia abbia coscientemente subordinato la sua politica d'oltremare alle impe­riose esigenze della sua politica continentale; e che seppure la guerra ha naturalmente rinsaldato in senso più paritario VEntente cordiale, non è meno vero che fra gli elementi che resero possibile quell'intesa sta notoriamente l'accettata subordinazione dei piani espansioni­stici francesi alla volontà dell'Inghilterra. E nei riguardi della Russia vedremo gli stessi Francesi, sia pure per manovra politicodiplomatica, porre la realizzazione del loro programma renano in diretta relazione e interdipendenza con la promessa di Costantinopoli alla Russia. 1}
Comunque la Francia è presente nell'Oriente Prossimo, come è presente nello scacchiere coloniale. In Siria e in Cilicia ottiene dagli alleati il riconoscimento di gran parte del tradizionale suo programma; e se anche in Musulmani a si acconcia alla parte di brillante secondo dell'Inghilterra, non nasconde le sue aspirazioni al possesso dell'intera costiera da Mersina al confine egiziano-palestinese, ciò che le darebbe in mano tutti gli sbocchi mediterranei della via di terra alle Indie.2)
Ma se passiamo ora a considerare gli accordi sotto il secondo punto di vista valore effettivo o di realizzazione dei previsti acquisti dilegua l'apparente equivalenza fra il programma inglese e il programma russo. ciò non soltanto in funzione della fradicia realtà del regime zarista, il cui sfacelo (eventualità pur scontata dalla politica inglese) annichilirà disegni e risultati della politica di guerra dell'imperialismo dei Romanov; che l'accennata apparente equiva­lenza viene a mancare pur se, prescindendo per assurdo dalla poste­riore realtà, ci soffermiamo all'ipotesi di una Russia uscita dalla guerra con l'ossa sane e intatti programmi imperialistici. Anche per una tale eventualità infatti, troppo più solide e preparate le basi, troppo più validi i fattori favorevoli, troppo meno efficienti i fattori contrari alla realizzazione del programma britannico; da parte inglese
1) Vedi in proposito le considerazioni dell'Adamov (particolarmente riguardo alla que­stione polacca): op. ctt< Konstantinopal unti die Meerengen, 1> pp. 173-74.
2j L'aspirazione francese ad una Siria integrale sarà ancora riaffermata alla Camera da Pichon il 29 dicembre 1018 (ricordato dal GIANNINI, L'ultima fase ecc. cit., p. 228).