Rassegna storica del Risorgimento

RIMINI
anno <1914>   pagina <236>
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la partecìpazio alla ribellione di elementi fedeli aJ. papa, al li-berali, fedeliasM a qualunque governo ;*i impreparazione e l'in­disciplinatezza delle milizie liberali ? la cieca fiducia negli aiuti stranieri j tutto .eie aveva contribuito al fallimento del moto quasi X>acinco.
Ma ora purtroppo la funesta e antievangelica propaganda che i preti avevano quotidianamente fatta nel contado contro la rivo­luzione, cominciava a dare i suoi frutti più tristi.2
Poco dopo il combattimento delle Celle, il colonnello Buffo, ex comandante delia guardia nazionale di Rimini, se ne fuggiva tra­vestito per porta Sant'Andrea, verso Pora di notte j ad un certo pùnto veniva infamemente aggredito da* quattro o cinque conta­dini, difensori della religione, nemici dei liberali, ma sopratutto bramosi di danaro. Il Buffo, consegnati loro 00 scudi, dopo aver
in tutta confidenza, se le Persone elle compongono questo Comitato Prowi-sòia; di Governo'>..; siano incorse in alena a, ecclesiastica consnra perone, continuava, sa. ciò fosso' avrebbero .intensione di tatto rinunciare >. Altri esempi potrei qua addurrei ma mi riserbo di farlo nella mia prossima pubbli­cazione': La EìvoVuzione in Riminl nel 183i.
1 Così scriveva dopo la rivolujsione il Macrelli al Vescovo di Rimini (Arch. FetcoVi, tutoli ;S-:Mii-Ii-i-i;:!-j'i. Amministraziono, UJIioi, Jì>jplmafia, Deputa­zione).
2 Biasànmo quii brevemente ciò elie tratterò di proposito nella mia pre­detta pubblicazione. Durante i moti ì preti avevano predicato dall'altare obe i comitati rivoluzionari volevano la ooaRrixiuns ; ebo tutto operavaai oontro la religione 0. ili pontòftCó ; clie si; Marabù*! Inibita !i. òv'anì idi; rianmmgliarsi, e con. tanta insistenza da indusse il Vescovo àolìio: ! imip>vewirli: imìMmp-mente. Il 14 marzo si arrestavano 3 cappellano di boriano, don Macliini, per essersi rifiatato di pubblicare dall'altare gli ordini e gli avvisi del Vescovo, e per avere eccitato quei contado alla soiiuuosea, e don Legni, arciprete dì Gioia per avere insinuato ai suoi popolani Iftigrn: .opposta condotta . Il Vescovo di Pennabilli, mons. Begni àvévat predicato tàdaSgul abmoomniessa dai di­fensori del governò: papaie e M smft ministri contro i rivoluzionari, sarebbe stata scinta plenamento da ÌHo, M M marzo 1 contadini strappavano le coc­carde tricolori j la mattina dal 22 il viceprefetto di filmini, ordinava obe. MÌ appostassero i cannoni alle porte di filmini ptóf. difesa contro i briganti; e la mattina dal1 Éfe previsione ebe le truppe uariomtll, incalzate dagU.austriaeiy partissero presto, s'era organizzata itìio guardia urbana scelta per guardare la città e la proprietà dai contadini trasformati in briganti o rumoreggienti nelle parroocbio (Dallo Memorie del GIANOI 8-28 a Annota*,,; ffqglio B, n. 10 e S*,t. AroMv. Peecov., titoli 1-2-8 eoo).