Rassegna storica del Risorgimento
DUMINIQUE AL?XANDRE
anno
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1936
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pagina
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1667
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FONTI E DOCUMENTI
UN UFFICIALE FRANCESE NEL SETTECENTO ITALIANO
IL BARONE DE DUMINIQUE
Uno studio che non sarebbe certo privo di interesse per una migliore conoscenza del Settecento italiano, dovrebbe riferirsi all'ordinamento delle diverse milizie che gli Stati di quell'epoca andarono organizzando secondo varie direttive tecniche, spagnuole e austrìache per la maggior parte. Per quanto non ancora dirette verso ideali nazionali, non furono certo inutili queste organizzazioni militari nelle quali si addestrarono gli spiriti di molti itaHani e di varie personalità che troveremo poi tra le truppe e gli ufficiali dei Corpi italiani nel periodo napoleonico e nella Restaurazione.
E notevole osservare a questo proposito il seguente fatto: mentre, anche nel secolo XVIII, si rileva che molti italiani prestano servizio oltre che in Patria negli eserciti delle varie Nazioni europee, non pochi sono gli elementi stranieri che in Italia per una tradizione che si può far risalire alle Compagnie di ventura medioevali, ma che trova una nuova ragione con le dinastie borboniche e tedesche insediatesi nel Settecento - assumono comandi militari o costituiscono Corpi di truppe specializzate. Generalmente troviamo svizzeri (e qualche valtel-linese), irlandesi, còrsi (italiani ma considerati francesi dopo il 1769) le nazionalità che più di tutte, forse, alimentarono i corpi militari di mestiere, ma non mancano anche tedeschi, spagnuoli e francesi, naturalmente con maggiore o minore frequenza e prevalenza negli Stati che subiscono le influenze delle diverse Potenze, e che non affidano o non vogliono affidare (come accadeva invece per il Piemonte la cui tradizione militare locale era vivissima, specialmente tra l'aristocrazia) ad elementi itaHani del luogo, i più alti gradi direttivi delle milizie. Quei gradi cioè, che erano destinati a qualche cosa di più importante che non fosse, l'istruzione, in subordine, delle truppe reclutate per i servizi interni o il servizio decorativo, di parata, delle Corti.
Il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla ad esempio, dei Duchi Filippo e Ferdinando di Borbone, offre, nella seconda metà del Settecento, un nucleo notevole di questi elementi stranieri: anche in questo campo la Spagna prima, la Francia poi, inviarono persone di loro fiducia. Omettendo gli spagnuoli, troviamo una decina di francesi almeno tra gli ufficiali dell'esercito parmense nel periodo specialmente dal 1760 al 1770 circa, in particolare dopo l'assunzione ai più alti poteri del Governo, del francese Guglielmo Du Tiilot. Fu del resto, questo famoso Ministro, divenuto Segretario alla guerra del Ducato, che sollecitò vaste riforme tecniche nel piccolo esercito locale e aumenti nel personale militare verso il 1764,